Il calcio a testa in giù

I l pallone rotola al contrario. Roma risulta capovolta dal derby che non ti aspetti: uno, due, tre stilettate della Lazio nel fianco della Roma. Totti resta staccato, a 7 punti dall’Inter, i laziali cominciano ad accarezzare la Champions League. Nella domenica rivoluzionaria del campionato, succede anche una clamorosa inversione di ruoli in campo: l’arbitro Rosetti, da fischietto numero uno, diventa assistente, e il suo collaboratore Ayroldi decide le sorti della sfida, dettando le correzioni più importanti, il rigore (ineccepibile) su Pandev, più il rosso di Doni, derubricato in giallo (provvedimento discutibile).
Anche Milano si capovolge. E non a caso, come si potrebbe credere a una lettura superficiale di numeri e classifica. Moratti ha comprato bene (dalla Juventus), ripetono in coro. Vero. Ma è sempre successo fin dai tempi di Ronaldo con Vieri. Ha messo le pedine giuste al posto giusto, va segnalato. All’Inter va tutto per il verso giusto d’accordo ma se c’è da raggiungere un obiettivo intermedio lo centra senza problemi al contrario dei patemi patiti in passato, se c’è da collezionare un record suggestivo lo fa in scioltezza, se c’è da piegare la resistenza di uno dei rari rivali incontrati lungo lo strada, lo fa con la forza di un Maciste. Non mancano cadute e omissioni (i primi due turni di Champions). Notate alcune inadempienze sanitarie (guai muscolari in serie, per alcuni, tipo Cambiasso e Cruz le ricadute ne pregiudicano il recupero, di qui i dissapori tra tecnico e medico) eppure la squadra vola. L’ultima casella della striscia di 8 successi consecutivi messa ieri a Empoli ne è la riprova. La miglior difesa del campionato risulta travolta. Per tempo la società cerca di attrezzarsi anche sul mercato accarezzando l’idea di portar via da Cagliari la freccia honduregna Suazo.
Al Milan, nel frattempo, va tutto di traverso. E anche qui non c’è solo l’accanimento del destino e l’intreccio perverso di alcuni disguidi: pali, traverse, infortuni, penalizzazione, preparazione saltata, mercato improvvisato d’accordo. C’è dell’altro. Gli errori attribuiti allo staff medico, la riduzione numerica della rosa, la scelta di puntare su Oliveira che è un oggetto misterioso dopo aver visto passare al rivale Crespo e Ibrahimovic. Di puntellare in modo robusto, col cemento di acquisti mirati, i pilastri della real casa non si parla: Marzoratti, giovanotto prestato all’Empoli, l’arrivo scontato. Non è troppo poco? I rossoneri non riescono a vincere nemmeno su rigore (1 sugli ultimi 7 il parziale allarmante) e ogni partita risulta preceduta dalla conta del pronto soccorso. Invece che puntare al quarto posto e pedinare il Catania, è bene che si guardi alle spalle. Sabato sera a Firenze, c’è uno scontro dal sapore agrodolce: al paese nostro si chiama duello per uscire dal pantano della retrocessione.