Un calcio... alla tonaca Ma solo per beneficenza

Sacerdoti battono modelle e comici di Zelig nel torneo per raccogliere fondi per i bambini della Romania. Goleador don Claudio, cappellano al Beccaria dove allena anche la formazione dei giovani detenuti

(...) «Poi sono venute altre sfide con le ragazze, ormai abbiamo imparato a tenere le distanze...» aggiunge sorridendo don Claudio.
Il sacerdote, nato vicino a piazza Napoli e oggi cappellano al carcere minorile Beccaria, lo racconta alla vigilia del torneo di Cantù, l’occasione per incontrare gli altri sacerdoti della squadra, in arrivo da tutta Italia. La «seleçao» dei religiosi è nata grazie a Moreno Buccianti, ex giocatore e oggi allenatore del team. «È stato lui a mettere insieme il gruppo» riprende don Claudio, che del calcio ha fatto anche uno strumento educativo con i ragazzi del Beccaria. «A volte si impara più da una partita di pallone che da cento catechesi - racconta -. I ragazzi, facendo sport, imparano a rispettare i ruoli in campo e le decisione dell’arbitro. Chi ha una bassa stima di sé, grazie allo sport può sperimentare le sue risorse positive. E diventa anche un modo per far riflettere i ragazzi, per parlare della vita e del Vangelo».
Don Claudio gioca a pallone da quando è bambino. È stato allenatore e al Beccaria ha creato una squadra che partecipa ai campionati provinciali. I ragazzi si allenano regolarmente ed escono dal carcere per le trasferte. Una pratica che si vorrebbe rafforzare, se regolamenti e ristrettezze di fondi non ponessero così tanti ostacoli. «Quel che conta è il valore educativo dello sport - aggiunge il sacerdote -. La squadra dei sacerdoti vuole dimostrare anche questo: il calcio non è solo quello dei miliardi. La nostra, mi piace dire, è stata anche una provocazione».
Portata avanti anche con qualche piccolo sacrificio. «Spesso arriviamo agli allenamenti stanchi, dopo una giornata di lavoro - racconta don Claudio che, oltre al Beccaria, a Cinisello segue alcune comunità per i ragazzi usciti dal carcere -. I ritiri? Ci sono anche quelli, ma solo spirituali. Ci ritroviamo con gli altri sacerdoti della squadra per pregare. E in quelle occasioni, è chiaro, ci scappa anche la partitella». Così si rafforza lo spirito della squadra, che sa di avere un tifoso speciale. «Se il cardinale Tettamanzi è mai venuto a vederci? No, non esageriamo - sorride il prete -. Sappiamo però che l’arcivescovo è il primo a credere nei valori positivi dello sport, non a caso ogni anno organizza il Natale dello sportivo».
Il sacerdote con il vizio del gol («sì possiamo dire così...» sorride), è stato tra i migliori in campo anche sabato sera, nel torneo organizzato per raccogliere fondi a favore dei bambini in Romania. Al palazzetto di Cantù sono arrivate più di 500 persone, che hanno visto la seleçao sacerdoti calcio battere per 3 a 2 le modelle. «Abbiamo dato modo anche a loro di giocare» spiega mister Buccianti. Con i comici è stata invece partita vera, un altro 3 a 2 per i religiosi «ma con proteste e contestazioni verso l’arbitro, poco imparziale secondo i nostri avversari. Diciamo - conclude il mister - che non tutti i comici hanno saputo prendere la sconfitta col sorriso».