Calciomercato: la Roma s’arena, la Lazio «attacca»

Emiliano Leonardi

All’alba dell’ennesimo scandalo del football molti avevano ipotizzato, per quel che concerne le operazioni di mercato, due strategie diametralmente opposte: la Roma all’attacco, la Lazio in difesa. Invece, fra indiscrezioni e conferme, ci si rende conto, giorno dopo giorno, che le tattiche dei due club sono sì distanti fra loro, ma vedono i giallorossi arenati e Formello in piena avanzata. Quasi come se lo spettro «pesante penalizzazione» (serie B?) per Claudio Lotito non esistesse e il gotha dirigenziale romanista non avesse percepito la clamorosa opportunità che potrebbe presentarsi nel campionato 2006/2007: ovvero un torneo senza Juventus, Milan e Fiorentina e da giocarsi con un’unica avversaria, l’Inter. Ne deriva che le comproprietà risolte nei giorni scorsi hanno decretato la partenza da Trigoria di un elemento fondamentale come Cesare Bovo (che il Palermo di Zamparini ha strappato facendo un’offerta di appena 260mila euro superiore a quella dei Sensi), mentre Pandev e Belleri sono rimasti sulla sponda biancoceleste del Tevere. Insomma, se qualcuno avesse puntato denaro sulle ipotesi iniziali, avrebbe fatto la figura del pollo. La Roma, dicevamo. Ha perso Bovo, che si è detto deluso di come si sia conclusa la sua esperienza alla corte di Luciano Spalletti e ha «mollato» anche Gaetano D’Agostino, che resta al Messina, oltre a Ivan Pelizzoli, che mantiene la sua permanenza a Reggio Calabria. Il club della famiglia Sensi ha riscattato i soli Corvia (dalla Ternana) e Virga (dal Palermo). Ma con le «fere» retrocesse in C non poteva andare altrimenti per il «fornaretto di largo Preneste», che presumibilmente andrà a Frosinone a continuare la sua maturazione sportiva. E Virga? Ha marcito per un anno in tribuna, le applicazioni di Bruno Conti (che ha cresciuto il ragazzo) non potevano essere gettate alle ortiche. La posizione di stallo viene poi confermata dalla questione-Tommasi. Il centrocampista (che lo scorso anno ha giocato per la più che modica cifra di 15mila euro in segno di riconoscenza-rispetto verso la società) sembra essere arrivato al passo d’addio. Da Trigoria non arrivano telefonate, segno più che evidente di un chiaro disinteresse. Ecco allora che al vaglio del centrocampista veneto si alternano le prospettive Chievo, Espanyol, sirene inglesi e turche. Inevitabilmente, aumenta la preoccupazione fra i tifosi, ormai da un biennio costretti a convivere con la continua conferma di casse sociali sempre più vuote. «Se siamo costretti a lasciar partire uno come Bovo per racimolare i soldi necessari per arrivare a Cassetti, stiamo veramente a pezzi», sottolineano i fan, increduli e avviliti da un’apparente, inconcepibile assenza dalle vicende di mercato. Si sa che piacciono Faty, Edu Dracena, Chiellini e Balzaretti. Ma finché resteranno chimere, è meglio neanche nominarli i sogni di inizio estate della tifoseria. Indifferenti alle voci di condanna, a Formello invece si danno da fare. La società biancoceleste sabato ha rinnovato per un altro anno il contratto con Marco Ballotta, il calciatore più anziano dello scorso campionato. Per il «nonno» della serie A, quarantaduenne di Casalecchio di Reno (Bologna), la prossima sarà la venticinquesima stagione da professionista. Prima ancora, il gestore di Formello aveva riscattato le comproprietà di Goran Pandev e Manuel Belleri, che ora sono al cento per cento di proprietà della Lazio, con Claudio Lotito che per assicurarsi definitivamente i due ha sborsato nove milioni di euro per il macedone e 400mila euro per il difensore. A meno di «progetti» diversi, vestiranno la maglia laziale anche il prossimo anno. Sipario su Paolo Di Canio, le cui trattative sul rinnovo del contratto si sono interrotte da tempo. Peccato. L’unico laziale che non lo vuole alla Lazio è il suo presidente.