Calciopoli: i carabinieri accompagneranno Cellino al tribunale di Napoli

Per tre volte Cellino, convocato come
testimone, non si è presentato in aula. Il presidente del Cagliari dovrà pagare, tra l'altro, 250 euro di multa

Napoli - La nona sezione del Tribunale di Napoli, presieduta da Teresa Casoria ha disposto l’accompagnamento coatto con la forza pubblica del presidente del Cagliari, Massimo Cellino per la prossima udienza del 22 dicembre. La decisione è stata adottata dopo che la terza volta Cellino, convocato come testimone, non si è presentato in aula. Il presidente del Cagliari è stato condannato anche al pagamento di 250 euro di multa. La decisione del Tribunale è giunta al termine dell’udienza nel corso della quale è stato interrogato, tra gli altri, in qualità di testimone, l’ex presidente della Figc Franco Carraro.

L'arbitro Rocchi: incubo finito "Vivere tre anni in questo incubo non lo auguro a nessuno". L’arbitro Gianluca Rocchi commenta la sua assoluzione nel processo Calciopoli. "Se non avessi arbitrato - ha aggiunto il direttore di gara - mi sarei lasciato andare. Invece ho trovato grande collaborazione da parte di calciatori, dirigenti e colleghi. Dal processo, spiega Rocchi, esco amareggiato. Secondo me c’erano anche gli estremi perché non accadesse tutto questo. Spero sia finita qua".

Carraro: lavoro serio Franco Carraro, ex presidente Figc, torna a Napoli per testimoniare nel processo frutto dell’inchiesta conosciuta come "calciopoli" che vede 24 persone imputate dinanzi alla corte della nona sezione penale, tra le quali l’ex dg della Juventus Luciano Moggi, e, ai cronisti, a margine, commenta la sentenza di ieri del gup Eduardo De Gregorio, che, tra l’altro, nell’ambito del rito abbreviato, ha condannato l’ex manager dei bianconeri Antonio Giraudo a tre anni per associazione a delinquere e frode sportiva. "Il gup è persona attenta. È facile per me dire questo, ha riconosciuto la mia correttezza (Carraro è stato prosciolto definitivamente a maggio scorso dalla Cassazione, ndr.) - dice - non sono nè un giurista nè un avvocato, ma mi sembra che la sentenza evidenzi il lavoro serio fatto, un esame accurato. Rispetto il lavoro della magistratura, si parla nelle aule di tribunale ed è per questo che oggi sono qua".