Caldaie, in città più della metà è fuorilegge

Oltre metà degli uffici controllati erano troppo riscaldati, una caldaia su 5 invece bruciava olio combustibile, fuori legge dall’ottobre 2005 perché molto inquinante. È il bilancio di 15 giorni di controlli della Regione agli impianti di Milano. Le ispezioni sono state compiute anche in altre città lombarde. Al termine dei 1363 controlli, le sanzioni sono state 271, il 20 per cento (a Sesto San Giovanni le uniche due caldaie controllate erano entrambe a olio combustibile). «La campagna di controlli continua» avverte la Regione. «Ben vengano le verifiche - aggiungono i Verdi-. L’olio combustibile inquina cento volte più del metano, per convincere chi è fuori legge a smettere di bruciarlo servono sanzioni più severe». Ora chi brucia olio combustibile deve pagare una multa tra 5mila e 10mila euro, sanzione che verrà aumentata se non si mette in regola. Altroconsumo, intanto, ha annunciato di aver depositato in Tribunale un ricorso contro Regione e Comune «per la mancata adozione di misure limitative del traffico urgenti ed efficaci per garantire il rispetto dei limiti dell'inquinamento e la tutela della salute dei cittadini».