Caldaie e ispezioni: arriva mister «20 gradi»

L’anno scorso, un impianto su due risultò fuori regola. Il Comune dunque non perde tempo e annuncia che già nei prossimi giorni scatteranno le ispezioni nei palazzi milanesi per verificare se le caldaie funzionano correttamente. Campagna di controlli che rientra nel piano di interventi antismog firmato da Palazzo Marino, Regione, Provincia e governo. «A Milano l’inquinamento da caldaia incide meno rispetto al traffico - precisa l’assessore alla Mobilità Edoardo Croci -, ma d’inverno incide per il 40 per cento nelle emissioni del pm10». Dunque: «La nostra azione contro le caldaie vecchie o che funzionano male deve essere incisiva». Quaranta tecnici abilitati dall’Enea effettueranno durante tutto l’inverno controlli a campione su almeno il 5% degli impianti termoautonomi (7.750 su un totale di 150mila) e il 15% di quelli centralizzati (4.500 su 30mila). Nel mirino in primis quelli che l’anno scorso non sono risultati in regola e quelli che negli anni passati non sono mai stati ispezionati. Il costo della verifica, come prevede la normativa regionale, è a carico del conduttore e varia dai 54 euro per i termoautonomi a 189 euro per gli impianti a grandissima potenza. Se il privato l’anno precedente ha già provveduto a trasmettere al Comune la dichiarazione di avvenuta manutenzione e del rilascio del bollino verde è completamente esentato dalla spesa per la verifica. «Ecco perché - suggerisce Croci - oltre che per una questione di sicurezza conviene anche economicamente richiedere la visita di un manutentore accreditato da Palazzo Marino. Per il bollino verde si pagano solo 5,16 euro. E la manutenzione è obbligatoria ogni due anni, se l’impianto non è a norma si rischia una multa». L’anno scorso, su oltre 14mila impianti controllati la metà presentava anomalie più o meno gravi.
Torna in campo anche «il signor Ventigradi». Il Comune avvierà un centinaio di controlli a campione, «non su impianti residenziali - precisa Croci -, ma in bar, supermercati, uffici» per verificare che la temperatura non superi i 20 gradi. In questo caso, si rischia una multa salata: non meno di 516,46 euro fino a un massimo di 2.582,28 euro. Ma il servizio si può anche richiedere: se un inquilino «sospetta» che la temperatura del condominio sia troppo alta può chiamare il Comune che invierà un verificatore al costo di 54 euro. Spesa che non sarà applicata se effettivamente esiste un’anomalia. «Lanciamo anche un servizio di informazione - spiega l’assessore -, presso i consigli di zona e in un info point che apriremo presto in via Beccaria 19».
Il vicesindaco Riccardo De Corato fa un appello ai milanesi perché, «salvo bambini e anziani, mettano un maglioncino in più in casa e si accontentino di tenere la temperatura a 18 gradi. Se vogliono un’aria più pulita non possono stare in maniche corte d’inverno». Anche ieri i livelli di pm10 hanno superato la soglia di attenzione sia in città che in provincia.