Caldarroste biologiche a Borzonasca

Francesco Guzzardi

Per conoscere le tradizioni e le novità legate al territorio dell'Alta Valle Sturla nei campi del turismo, della gastronomia e della cultura, domenica prossima a Borzonasca si svolgerà la 3a edizione di «Agricasta».
Organizzata dal locale Comune e patrocinata dalla Regione Liguria, dalla Provincia di Genova, dal GAL (gruppo aggregazione locale) Appennino Genovese, dall'Ente Parco Aveto, dall'Apt Tigullio e dalla Comunità Montana Valli Aveto Graveglia e Sturla, la manifestazione avrà lo scopo di evidenziare il lavoro svolto dalla cooperativa «Il Castagno», composta da 64 produttori biologici locali di castagne e prodotti derivati che, nel corso della giornata distribuiranno gratis le «rustie» (caldarroste) biologiche e contemporaneamente, nell'antico borgo di Borzonasca, mostre fotografiche, degustazioni e musica faranno da contorno. La Liguria è la regione italiana più castagnata e il castagno è un elemento identificativo di questo territorio infatti, il progetto principale della cooperativa è quello di continuare il lavoro svolto fino ad oggi, cioè ripristinare e valorizzare i processi delle «filiere» produttive di castagne. I soci della cooperativa, che sono anche i proprietari dei terreni, hanno iniziato 7 anni fa, prima con il recupero dei vecchi castagneti e, nell'ambito dei programmi comunitari «Obiettivo 2» e «Leader II», con la produzione di farina. Oggi, grazie anche alla collaborazione dell'associazione di produttori Liguria Biologica, la Cooperativa controlla 80 ettari di castagneto, la cui produzione viene trasformata in farina nei 13 essicatoi prima e nel mulino sociale dopo. Questo processo di filiera è rigorosamente portato avanti con il metodo da agricoltura biologica e secondo tecniche tradizionali (fuoco a legna negli essicatoi e macine di pietra nel mulino ad acqua), preparate nell'ambito del progetto e disciplinate dagli stessi soci.
Il 13 novembre 2005 in occasione della seconda manifestazione «Agrasta», la Cooperativa ha presentato una etichetta per commercializzare i propri prodotti infatti, oltre alla farina vengono venduti anche pasta, marmellate, panettoni e torte: naturalmente, tutto rigorosamente a base di castagne. L'Assessore alla Cultura del Comune di Borzonasca, Rita Deschmass, spiega il motivo di tale successo: «Appurato che la pro loco del posto è inesistente, abbiamo creduto fin da subito in questo progetto e i fatti ci danno ragione inoltre, con l'aiuto degli studenti dell'Istituto Agrario di San Colombano di Certenoli, saremo di appoggio ai visitatori e, speriamo, anche agli eventuali turisti». Per rendere più suggestivo l'evento, saranno presenti alla manifestazione alcuni «figuranti» della Lunigiana (appositamente invitati) che illustreranno alla gente una quindicina di antichi mestieri compreso, per mezzo di antichi strumenti e vecchie melodie locali, anche quello del musicaio. Ha chiuso la presentazione la battuta di Arnaldo Monteverde (Assessore a Bilancio, Politiche Finanziarie, Patti Territoriali e «Impresa Più», Rapporti con Promoprovincia, Commercio e turismo): «Domenica ci sarò anch'io, ho sposato una donna di Borzonasca e non posso mancare, ma non mi riconoscerete: perché come tutti, per l'occasione sarò vestito da contadino».