Calderoli: "Accordo fatto, 4 ministri alla Lega"

Il Carroccio avrà due ministeri con
portafoglio e due senza portafoglio. Castelli sarà viceministro alle
Infrastrutture. A Calderoli il dicastero "taglia leggi"

Roma - "Accordo chiuso". Il leaghista Roberto Calderoli assicura che l'accordo tra il Carroccio e il Pdl c'è: al partito guidato dal Senatùr dovrebbero, infatti, andare quattro ministeri e un viceministero. L'avvertimento di Bossi: "Questa volta senza la Lega Berlusconi non ce la faceva".

L'accordo con Berlusconi "Abbiamo chiuso l’accordo con Berlusconi: la Lega avrà due ministri con portafoglio, due senza portafoglio, e un vice, cioè Castelli alle Infrastrutture". Quello di Castelli è l’unico nome fatto, per il resto Calderoli non conferma che i due ministri con portafoglio saranno Roberto Maroni all’Interno e Luca Zaia all’Agricoltura. Certo il ministero "per le Riforme e il Federalismo" a Umberto Bossi, mentre per lo stesso Calderoli ci sarà "un ministero nuovo, che annuncerà Berlusconi" ma che dovrebbe occuparsi tra le altre cose anche di "legge elettorale".

Staffetta alle Riforme Staffetta al ministero delle Riforme tra Umberto Bossi e Roberto Calderoli come avvenne nei precedenti governi di Silvio Berlusconi. Ad annunciarla è lo stesso leader leghista ai giornalisti che gli chiedono se nel nuovo esecutivo ci sarà posto per il coordinatore delle segreterie della Lega. Ministro "lo diventerà - afferma il senatur- quando mi sposterò dalle Riforme. Prima lo instrado, come l’altra volta". Per Calderoli si prospetta, comunque un vero e proprio ministero "taglia leggi", un ministero con l’obiettivo di semplificare il corpus normativo (oltre 20mila leggi dello Stato e decine di migliaia di regolamenti). Tanto che Calderoli, scherzando con i cronisti, aveva abbozzato l’idea di un ministero "per la semplicità".

Berlusconi a colloquio con Napolitano Uno scambio di valutazioni su come procede la formazione del governo e sul numero dei ministeri. È servito a questo l’incontro al Quirinale, durato circa cinquanta minuti, tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier in pectore Silvio Berlusconi. Al Colle viene mantenuto il più stretto riserbo sul colloquio, che sarebbe stato richiesto dal Cavaliere ed è servito a fare il punto sullo stato dell’arte della creazione della squadra di governo, così come il primo incontro di qualche giorno fa. Tutta la questione dovrebbe comunque essere chiusa entro la settimana con il giuramento del governo. Nel pomeriggio l’avvio delle consultazioni. Berlusconi sarà nuovamente al Quirinale domani.