Calderoli: "Altre tasse? Piuttosto mi do fuoco"

Il ministro sbotta: "Prelievi sugli immobili? Macché... Sono disposto a bruciarmi davanri al Quirinale per evitarlo"

da Roma

Sia chiaro a tutti: l’Ici è morta e sepolta. E piuttosto che reintrodurla o rimettere qualsiasi tassa in più, «sono disposto a prendere una tanica di benzina e andare a bruciarmi davanti al Quirinale». Roberto Calderoli sbotta così, forse alla sua vecchia maniera, verrebbe da dire. E lo fa per sedare le polemiche nate nelle ultime ore, per stoppare un dibattito secondo lui basato sul nulla, frutto semmai di una fantasia «strumentale».
«Sono stato il primo, e in tempi non sospetti, a dichiarare che l’Ici sulla prima casa non sarebbe mai ritornata, perché è una tassa ingiusta, espropriativa, morta e sepolta», ribadisce il ministro per la Semplificazione normativa. Tanto da sottolineare che dell’imposta non vi è alcuna «traccia» in nessuna delle varie versioni del disegno di legge sul federalismo fiscale. «Io l’Ici l’ho sempre odiata», rimarca il coordinatore delle segreterie della Lega, che ricorda come «l’autonomia finanziaria di entrata degli enti locali verrà dalla “service tax”». «Ora, paradossalmente, qualcuno tenta di far credere che ci sia una mia nascosta volontà di reintrodurla», aggiunge Calderoli, che bolla tutta la discussione politica in materia come una «strumentalizzazione bella e buona».
A dar manforte al leghista ci pensa anche il ministro della Funzione pubblica. «Siamo tutti d’accordo: non ci sarà alcuna tassa patrimoniale sulla prima casa e l’Ici non tornerà più», rimarca dal canto suo Renato Brunetta, a margine del Workshop Ambrosetti che si tiene a Cernobbio. «Calderoli - aggiunge - ha totalmente escluso la reintroduzione dell’Ici e ha anche detto che la tassazione sulla casa comprende numerose tipologie di tassazione». E l’esponente del Carroccio, ricorda inoltre Brunetta, «pensa giustamente a una riorganizzazione nel senso della trasparenza e dell’efficienza della tassazione sulla casa, Ici esclusa».
L’imposta comunale, sottolinea il ministro, «era una patrimoniale, eliminata dal governo Berlusconi», che non verrà più introdotta, a prescindere dal suo nome. Discorso differente, invece, nell’ambito della riforma federalista che punta ad aumentare l’autonomia fiscale delle Regioni e dei Comuni, è «riorganizzare, ridefinire e razionalizzare l’insieme della tassazione che fa riferimento agli immobili», precisa Brunetta, «ossia dei servizi che insistono sulla casa, come la tassa sull’immondizia».