Calderoli applaude Blair: «Merita la tessera della Lega»

Il ministro: «Ha mostrato gli attributi e scelto misure simili alle nostre»

Adalberto Signore

da Roma

«Noi Tony Blair ce lo sogniamo», titolava ieri in prima pagina la Padania dando il la a quello che di lì a poche ore sarebbe stato il tormentone di tutto lo stato maggiore della Lega. Già, perché mentre da Oltremanica il leader dei Liberaldemocratici Charles Kennedy critica la nuova linea antiterrorismo del premier britannico e il Guardian parla di «rimedi peggiori dei mali», il Carroccio non perde l’occasione e ribadisce la sua posizione di «tolleranza zero» sul terrorismo islamico. E da Porto Rotondo Silvio Berlusconi fa sapere che «la posizione di Blair è in sintonia con i provvedimenti che ha preso il governo» e spiega che «chi chiede il ritiro» dall’Irak «farnetica». «I nostri soldati - dice - sono anche in Kosovo, Albania e Afghanistan e sono professionisti che fanno questo di mestiere. Smettiamola di considerarli cocchi di mamma, sono orgogliosi di essere lì e rendere un servizio alle popolazioni».
Ad aprire il fuoco di fila del Carroccio, invece, è il ministro della Giustizia Roberto Castelli. Che già di prima mattina plaude l’emendamento annunciato da Blair allo Human Rights Act (che consentirà espulsioni facili per chi predica e incita all’odio). «Nelle misure adottate da Blair - gli fa eco di lì a poco il ministro del Welfare Roberto Maroni - ci sono misure che anche la Lega aveva proposto al decreto Pisanu». «Oggi - aggiunge con piglio polemico - siamo nella singolare posizione per cui le misure proposte da noi erano considerate xenofobe e razziste, mentre le stesse misure adottate dal governo inglese sono viste da vari commentatori come un atto di coraggio e responsabilità». Insomma, chiosa Maroni, «da questo punto di vista in Italia c’è ancora molto provincialismo». Neanche un’ora e ci pensa Roberto Calderoli a mettere il sigillo sulla linea dura del Carroccio. Perché - dice il ministro delle Riforme e coordinatore delle segreterie della Lega - «Blair si merita una tessera ad honorem come iscritto alla Lega Nord». La ragione del riconoscimento? «Manifesta capacità di governare con gli attributi». E per sgombrare il dubbio che la sua sia solo una boutade, Calderoli dice di volersi presentare personalmente a Downing Street per consegnargli il riconoscimento («solleciterò la sezione della Lega di Londra affinché prendano contatti con lui»). «Tony Blair - spiega il ministro delle Riforme - è veramente un grande. In termini di lotta al terrorismo e di contrasto all’immigrazione clandestina ha già attuato o proposto le stesse misure che la Lega avanzò mentre si discutevano la legge Bossi-Fini o il decreto Pisanu. Peccato, però, che le nostre proposte furono considerate xenofobe e razziste».
Se il Carroccio non si fa scappare l’occasione per ribadire la linea della fermezza in materia di sicurezza, dal centrosinistra arrivano sì molte critiche ma pure l’inaspettata apertura di Livia Turco. Secondo il responsabile Welfare della segreteria nazionale dei Ds, infatti, è necessario «un patto bipartisan che sappia portare a una riforma della legge sulla cittadinanza e sui diritti degli immigrati entro i primi cento giorni della prossima legislatura». «La questione terrorismo - spiega l’ex ministro per la Solidarietà sociale - deve essere affrontata con la massima severità». «Il premier britannico - dice la Turco - fa bene quando separa l’Islam dal terrorismo, quando chiede ai musulmani piena collaborazione e esige dall’Islam un salto di qualità». Insomma, il fenomeno del terrorismo si dimostra una forza nichilista «imbevuta di cultura di morte» e «l’estremo rimedio di Blair è da me pienamente sostenuto».
Critiche, invece, arrivano dal resto del centrosinistra. In un’intervista a La7 Romano Prodi si limita a dire che «il terrorismo non si vince» né alzando «una muraglia» né «con la paura» ma non entra nel merito della querelle. Mentre Pdci e Verdi attaccano frontalmente il Carroccio. «È bizzarro - dice Alfonso Pecoraro Scanio - che la Lega si batta per l’impunità di chi fa appelli razzisti che incitano all’odio o alla violenza verso meridionali o immigrati e poi plauda a Blair. Con quelle misure pure Calderoli e Castelli rischierebbero l’espulsione».