Calderoli: basta discutere ora mettiamoci a lavorare

Adalberto Signore

da Milano

Proprio nel giorno del grande gelo tra Forza Italia e Udc, la Lega decide di mettere da parte i toni duri e polemici che di tanto in tanto accompagnano le esternazioni dei suoi dirigenti. Così, se il segretario centrista Marco Follini se la prende con Silvio Berlusconi per un’intervista alla Stampa («attacchi miserevoli, aspettiamo una smentita del premier») e il coordinatore azzurro Sandro Bondi gli risponde per le rime («miserevole è il tentativo di logorare Berlusconi»), Roberto Calderoli si scopre moderato e cerca di gettare acqua sul fuoco delle polemiche.
Insomma, nonostante la posizione del Carroccio nella querelle sulla premiership sia chiarissima («Berlusconi è insostituibile», ribadiva ancora martedì Umberto Bossi), il ministro delle Riforme e coordinatore delle segreterie della Lega sceglie toni concilianti e, soprattutto, evita accuratamente di prendersela con l’Udc. «Solitamente - dice - l’agosto stimola dibattiti di questo genere, ma il Ferragosto è passato e ora è il momento di riscaldare i motori». Quindi, «si lascino da parte le discussioni sul premier o su lontani partiti unici e si serrino invece le fila di questa coalizione di governo partendo, già dal 20 settembre, a far cose. Tante, grandi e tutte nell’interesse del Paese». Insomma, un appello chiaro a tutta la coalizione a mettere nel cassetto la disputa sulla premiership e rimboccarsi le maniche in vista dell’appuntamento elettorale del prossimo anno. Perché «con la logica del fare, e del fare bene, ci si presenterà alle elezioni del 2006 con le migliori condizioni per tornare a vincere e con una squadra di veri uomini di governo che sappiano lavorare a fianco del leader Berlusconi».
«Nessuna polemica», pure dal sottosegretario alle Attività produttive Roberto Cota. «Casini - dice il segretario della Lega Piemonte - è già stato politicamente miracolato a fare il presidente della Camera, le condizioni perché sia il candidato premier proprio non ci sono». «Da tempo - spiega - la Lega sostiene che la Casa delle libertà si regge sulle garanzie che dà Berlusconi. Per noi il premier è il garante di un progetto politico che riguarda anche la Lega, Casini no». E pure lui invita la coalizione a tornare al lavoro: «A ognuno il suo. Berlusconi si occupi di fare il presidente del Consiglio, Casini il presidente della Camera e noi tutti quello che ci compete. In questi pochi mesi che ci separano dalle elezioni dobbiamo essere concentrati il più possibile e non costantemente distratti da questioni di nessun interesse per il Paese».
Chiede trasparenza, invece, Francesco Moro: «Dire e non dire, fare e non fare... Non giova a nessuno». «È dal Consiglio nazionale - spiega il senatore del Carroccio - che l’Udc prosegue con questo tira e molla. Ora chiediamo trasparenza. È sciocco gettare il sasso e nascondere la mano. Bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo, altrimenti è meglio trascorrere vacanze serene e felici senza questi alti e bassi».