Calderoli: «Denuncerò le toghe che scioperano»

Adalberto Signore

da Milano

Ministro Calderoli, ma davvero pensa di denunciare tutti i magistrati che il 14 luglio aderiranno allo sciopero per protestare contro la riforma dell’ordinamento giudiziario?
«Sì, ma non capisco il perché di tanto clamore...».
Be’, oltre a essere il coordinatore delle segreterie della Lega lei è pure un ministro della Repubblica. Non avrà mica pensato che un’iniziativa del genere non avrebbe fatto chiasso...
«Voglio essere chiaro. Il 14 luglio io andrò in Procura e sporgerò una denuncia come privato cittadino. Farò anche parte del governo, ma prima di tutto sono un cittadino e sono pronto, in quanto tale, a essere eventualmente chiamato a rispondere di ogni mia azione».
Nell’opposizione, però, non la vedono proprio così. C’è anche chi ha già annunciato una sorta di controdenuncia per abuso di ufficio. Secondo Antonio Di Pietro sta «sfruttando il suo ruolo di ministro per ottenere pubblicità a buon mercato».
«Credo di essere libero di comportarmi come meglio credo. È una denuncia che presenterò a titolo personale e non come esponente politico, né della Lega né tantomeno del governo. Chi vuole denunciarmi farebbe bene ad aspettare di leggere le carte che presenterò in Procura. Non mi sembra il caso di scaldarsi senza neanche avere in mano gli strumenti per valutare la mia iniziativa».
La denuncia la presenterà alla Procura di Milano?
«Non credo, hanno già tanto lavoro e non vorrei gravarli ulteriormente».
E dove?
«Ancora non ho deciso».
Secondo lei, comunque, esistono gli estremi giuridici per una denuncia?
«Assolutamente sì. È da tempo che a ogni sciopero dei magistrati sono stato tentato dal denunciarli. Ma ogni volta non avevo il tempo necessario ad approfondire la questione».
Invece?
«Invece in questa occasione mi è capitato di parlare con un magistrato che mi ha spiegato che lui non ha mai aderito a scioperi di questo tipo perché a suo parere sono illegittimi. A quel punto ho compiuto una ricerca e ho raccolto una copiosa documentazione, compreso materiale della Corte Costituzionale che presenterò allegato alla denuncia».
E cosa dice questa documentazione?
«Nel dettaglio lo saprete il 14 luglio. Le posso solo dire che ci sono dei precedenti che avallano la mia denuncia, valutazioni della Consulta su scioperi di altre categorie che, pur non interrompendo un pubblico servizio, si comportano in modo illegittimo».
L’Associazione nazionale magistrati ha ribadito che «lo sciopero è del tutto legittimo» perché i giudici «esercitano il loro diritto costituzionalmente garantito all’astensione dall’attività» e «saranno assicurati i servizi essenziali». «Non abbiamo nulla da temere», ha detto il presidente dell’Anm commentando la sua iniziativa.
«Un conto è se si sciopera per un rinnovo contrattuale, un altro conto è se - come in questo caso - lo si fa per altri motivi. Comunque, non c’è problema né ragione per agitarsi. Io presenterò una denuncia e sarà un magistrato a dire se ho ragione o torto».
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