Calderoli: «E ora l’Agenzia antiterrorismo»

Adalberto Signore

da Milano

Ministro Calderoli, è soddisfatto del pacchetto antiterrorismo?
«È andata benissimo. Il dibattito tra Pisanu e Castelli, sotto la regia di Berlusconi, ha prodotto risultati davvero concreti».
Una vittoria della Lega?
«Guardi, della paternità non me ne frega nulla. È vero che sono state accolte quasi tutte le nostre proposte, ma la cosa importante è che si sia fatta una buona sintesi».
Solo su Schengen avete fatto un passo indietro visto che il Consiglio dei ministri ha bocciato la vostra proposta di sospendere il Trattato.
«Sì, anche se la sospensione sarebbe stata indispensabile senza le altre misure. Così ci possiamo anche stare».
A Ciampi che si è detto contrario a qualsiasi ipotesi che limiti la libera circolazione delle persone nell’Ue, lei ha risposto in modo un po’ polemico.
«Ho solo detto che il capo dello Stato non dovrebbe fare politica. Nessuna polemica, ho risposto secondo Costituzione».
Ci sono allo studio altre misure oltre a quelle approvate?
«Per la superprocura antiterrorismo abbiamo scelto la formula del disegno di legge, così da consentire alle opposizioni di partecipare al dibattito. Inoltre, ho presentato personalmente un emendamento al decreto sulla lotta al terrorismo che propone l’istituzione di un’agenzia ad hoc coordinata direttamente dal premier».
Con che compiti?
«È un discorso complesso, l’emendamento è di due pagine e parte da un approccio multidisciplinare al problema. Si chiamerà Agenzia contro il terrorismo e dovrà lavorare a fianco delle altre strutture d’intelligence. Visto che è passato il principio delle unità speciali multiforze, superando finalmente la logica “da pollaio” in base alla quale ogni corpo delle forze dell’ordine ha paura che vengano ridotte le sue prerogative, dico che è assolutamente necessario un coordinamento del quale deve essere responsabile il premier».
Quindi non si tratta di una struttura operativa, ma di un coordinamento?
«No, no. Io penso a un organismo strutturato, come lo sono Sismi e Sisde. E magari anche più grosso».
E da quanti componenti sarà costituita l’Agenzia?
«Questo nella proposta non l’ho precisato. Ma la struttura dovrebbe essere composta da tutti quei rappresentanti dell’amministrazione pubblica - magistrati, poliziotti, carabinieri, finanzieri e forze militari - scelti direttamente dal premier e in grado di lavorare insieme sul campo».
Ne ha già parlato con Pisanu?
«No, è una mia idea. Ho consegnato personalmente il testo a Berlusconi».
E lui?
«L’ha letto. In questi giorni approfondirà la questione e ne discuteremo al prossimo Consiglio dei ministri».