Calderoli frena la base: Lega unita ai ballottaggi

In Lombardia arretramento dei voti del Carroccio: a Milano sotto il 10%. Nuova riunione di oltre tre ore in via Bellerio con Bossi e i vertici del partito: "Massimo impegno per vincere i ballottaggi"

Milano - Il triangolo delle Bermuda del Carroccio ha nomi familiari. Milano, Gallarate, Varese. I voti lumbard al primo turno delle amministrative non spariscono in acque ignote, ma in quelle sotto casa. E' quello che fa più male dalle parti di via Bellerio. Dove, nonostante l'ottimismo di facciata espresso da Calderoli e Castelli nella conferenza stampa di ieri sera a lungo attesa, serpeggia il malumore. Umberto Bossi, dopo la riflessione con i suoi nella serata convulsa dello scrutinio, prima delle 13 è tornato al quartier generale. Ha salutato i giornalisti, ma la voce del partito si sente solo nel pomeriggio, dopo il vertice. E' Calderoli a prendere il microfono per tranquillizzare i sostenitori del Carroccio e promettere: "Massimo impegno nei ballottaggi".

Vertice in corso Riunione dei vertici della Lega nella sede federale del partito, a Milano, che dura oltre tre ore e mezza. Bossi ha raccolto i suoi per discutere dell’esito delle comunali a Milano e delle strategie da attuare in vista dei ballottaggi. Dopo il leader del Carroccio sono giunti in via Bellerio il ministro dell’Interno, Roberto Maroni (rientrato appositamente da Roma), il capogruppo leghista alla Camera, Marco Reguzzoni, il segretario della Lega lombarda, Giancarlo Giorgetti, il figlio del Senatur, Renzo Bossi, e il capogruppo in Consiglio comunale a Milano, Matteo Salvini. Al vertice è presente anche il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, rientrato da Roma, con lui anche il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota.

Impegno nei ballottaggi "La Lega, tutta la Lega, è impegnata per vincere i ballottaggi di fine mese e ce la metteremo tutta per vincerli" ha detto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. "Ho letto in queste su alcune agenzie alcune supposizioni assolutamente prive di fondamento - ha aggiunto il ministro - circa quel che la Lega starebbe facendo. Sono elucubrazioni prive di qualsiasi sostanza. La Lega è riunita in queste ore proprio per trovare la strada per vincere i ballottaggi, e Bossi per primo sta pensando a come vincere. E quando ci mettiamo ce la facciamo". E a chi prospetta alleanze con l'opposizione replica così: "Noi non ascoltimao le sirene dell’ultimo momento, non caschiamo in giochini di seduzione, la Lega sta con chi le riforme le vuole davvero e può realizzarle".

Risultati in calo Non cresce, anzi frena, condividendo il risultato "modesto" del Pdl, l’alleato al quale doveva e voleva sottrarre consensi ovunque. Lo spoglio delle schede delle elezioni amministrative in Lombardia rivela una sostanziale frenata della Lega Nord che a Milano con il 9,6% perde quasi il 5% rispetto alle regionali dell’anno scorso e il 3% sulle provinciali del 2009. A Varese vede per la prima volta il "borgomastro" del Carroccio Attilio Fontana (49,3%) costretto al ballottaggio con la candidata del centrosinistra Luisa Oprandi (30,4%). Lo stesso Fontana cinque anni fa aveva svaragliato la concorrenza con un fantascientifico 57%. Ma il dato che fa più rumore è quello di Gallarate. Perso il nervosissimo derby ingaggiato con il Pdl rimanendo fuori dal ballottaggio che vedrà il candidato di centrodestra Massimo Bossi (33,53%) opposto quasi alla pari con il candidato di centrosinistra Edoardo Guenzani (31,19%). Qui la Lega correva da sola con la consigliera della Rai Giovanna Bianchi Clerici, appoggiata da tutto il vertice del partito, con il Senatùr presente una sera sì e l'altra anche per i comizi della campagna elettorale. Difficoltà per la Lega anche a Mantova dove, malgrado gli annunci, il deputato del Carroccio Gianni Fava (sostenuto da Pdl, Responsabili e da una lista civica) ha ottenuto il 34.63 % contro il 46.65% di Alessandro Pastacci, candidato del centrosinistra. Ballottaggio pure a Novara, la città del neo governatore piemontese Roberto Cota. E in Emilia Romagna non è riuscito lo "sbarco" delle camicie verdi sotto il Po. Manes Bernardini, giovane avvocato lumbard imposto da Bossi come candidato della coalizione si è fermato al 30%, 20 punti sotto Virginio Merola. Il Carroccio sale al 10% (era al 3,1%), ma il centrodestra non registra avanzamenti significativi rispetto alla corsa di Alfredo Cazzola nel 2009.

Quel voto "anormale" L'analisi della Padania è quella della coppia Calderoli-Castelli. Una competizione elettorale "con un voto anormale a Milano" cui ha fatto da "contrappeso il voto saldamente anti-ideologico e antiradical-chic dove la Lega ha corso altrove. In alleanza o sola. Sempre se stessa, cosa che la rende unica in tutti i ballottaggi con i corsi e i ricorsi della storia". Il messaggio al Pdl è chiaro: "La Lega conferma l’alleanza, non rompe nulla". E, a piè di pagina, si legge anche: Milano ha altre radici, altre tradizioni riformiste. Non queste". La partita, insomma, si gioca tutta al ballottaggio e la differenza la farà "la determinazione a vincere di chi è in campo, con i colori di una storia, di una identità di un popolo". Come "in Milan-Liverpool a Istanbul in cui al primo tempo i rossoneri erano in vantaggio per 3-0". E persero "al secondo turno, per parafrasare Castelli, per 4-3". Determinazione che ha visto il Carroccio "crescere ancora con un bottino di 50 sindaci", rispetto ai 46 prima del voto.

Le critiche e il forum chiuso Malumore palpabile anche tra gli elettori leghisti. Durante il filo diretto di Radio Padania con gli ascoltatori prevalgono da un lato la delusione per il risultato registrato al primo turno delle amministrative milanesi e un vero e proprio "terrore" che il ballottaggio possa consegnare la città a Giuliano Pisapia. "È stato bruttissimo - ha detto un’ascoltatrice -, lo vivo come un lutto, sto male fisicamente". La stessa donna non crede che al ballottaggio si possa determinare un cambiamento: "Ormai è perso". "Sono disperata ma ottimista - ha invece fatto sapere una seconda -, ma bisogna che la Lega dica qualcosa a proposito di quello che sta arrivando". Sono molti quelli che chiedono di tornare a parlare dei problemi dei cittadini condannando talvolta implicitamente, altre esplicitamente il piano di contenuti sviluppati da Berlusconi. "Direi di cominciare a parlare di programmi - ha detto un altro ascoltatore -. Si cominci a parlare di quello che si vorrà fare se non vogliamo che Pisapia distrugga Milano". "Noi risentiamo molto - ha fatto eco un altro - delle posizioni del nostro principale alleato. La gente è stanca di sentir parlare di vittimismo giudiziario. Non si parla di quello che la gente vuol sentire". Altro tema di malumore nella base dei lumbard quello dei continui sbarchi di immigrati a Lampedusa e della concessione dei permessi di soggiorno temporanei ai profughi varati dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Dopo critiche e mal di pancia i vertici del partito hanno deciso di chiudere il forum di Radio Padania.