Calderoli: "Italia federalista entro tre anni"

Il ministro per la Semplificazione ha presentato la bozza di riforma federalista: "Per chi amministra male sanzioni automatiche come il blocco della spesa". Bossi: "Speriamo che sia la volta buona o ricorreremo a soluzioni molto più sbrigative"

Riforma federalista «approvata entro la fine dell’anno» e operante «a pieno regime in tre anni». Parola di Roberto Calderoli. Il nuovo volto dell’Italia disegnata dalla riforma federalista prende forma a Calalzo di Cadore, in provincia di Belluno. A dirigere i lavori il ministro per la Semplificazione, che ieri ha presieduto una lunga riunione, definita da lui stesso «puramente tecnica», per mettere a confronto le proposte fatte da Comuni, Province e Regioni e poi sottoporle a un team di esperti. «Alla fine del mese questo testo verrà di nuovo sottoposto ai nostri interlocutori - annuncia Calderoli -, ovviamente previa una valutazione politica dei ministri Tremonti e Bossi».

La bozza di riforma (che prevede la fine della finanza derivata, autonomia finanziaria, fiscalità di sviluppo delle regioni del sud e perequazione e semplificazione dei tributi comunali, per ora diciannove articoli in tutto) è stata consegnata ieri nelle mani del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti durante una cena a Lorenzago di Cadore, presente pure il leader del Carroccio, Umberto Bossi.

Per quanto riguarda i tempi di approvazione Calderoli è stato categorico: definitiva entro l’anno. Più elastico invece sulla messa a regime. «Noi abbiamo posto come indirizzo per il periodo di transitorietà tre anni anche se le Regioni ne avevano chiesti cinque - spiega il ministro -. Ma credo che la risposta definitiva verrà data dal Parlamento». Ottimista anche il Senatùr che in serata commenta: «Speriamo che questa sia la volta buona altrimenti dovremo pensare ad altre soluzioni, molto più sbrigative. La volontà popolare di conquistare la libertà può avvenire anche attraverso i mezzi che sa usare il popolo».

Tra i punti qualificanti della riforma Calderoli indica pure l’automatismo delle sanzioni per i sindaci non virtuosi. «Le ripercussioni della cattiva amministrazione sugli stessi sindaci fino ad oggi sono state oggetto di provvedimenti fatti sul modello di grida manzoniane che determinavano una sanzione ma non automatica - spiega Calderoli -. Qui vi è un automatismo rispetto a chi non si comporta in maniera corretta, oppure amministra male. Si determinerà così una limitazione delle assunzioni, un blocco della spesa a disposizione del sindaco, l’obbligo di imporre nuove tasse, e questo farà sì che i cittadini possano accorgersi di chi li amministra male».

Per il presidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino va «benissimo il federalismo fiscale che premia la virtuosità delle Regioni capaci di spendere meglio i soldi». Ma Bocchino promette pure che «alla Camera non passerà alcuna normativa penalizzante per il Mezzogiorno». Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati del Pdl e pure vicepresidente dell’Anci (l’Associazione nazionale comuni italiani) manifesta il suo apprezzamento per «l’arrivo del federalismo fiscale» ma si dice perplesso riguardo ai criteri direttivi che definiscono l’assetto finanziario dei Comuni e delle città metropolitane.
FA