Calderoli: "A maggio pacchetto sicurezza"

Fiumi di polemiche nella capitale dopo le ultime aggressioni. E la lotta alla criminalatà diventa il tema principale della corsa al Campidoglio

da Roma

Un’orrenda catena di crimini dove le vittime sono sempre i più deboli, le donne e gli anziani. Per il leghista Roberto Calderoli «è il momento di dare risposte concrete al Paese». L’attuale vicepresidente del Senato indica anche quali saranno le risposte del centrodestra non appena si metterà al lavoro. «Entro due mesi dall’insediamento del governo daremo risposte definitive in materia di sicurezza e di clandestinità attraverso la conversione di un decreto legge da emanarsi entro il mese di maggio - promette Calderoli -. Chiunque si sottrarrà o si opporrà al confronto dovrà essere considerato, e additato da tutti, alla stregua di uno stupratore».
Ma per il ministro dell’Interno uscente, Giuliano Amato, la criminalità «è in diminuzione». Il titolare del Viminale parla di «episodi di enorme gravità» riferendosi a quanto accaduto a Roma e Milano ma aggiunge che «il crimine non sempre può essere prevenuto». Di fronte al disastro, ed evidentemente dimentico del destino del famoso decreto sicurezza (che dopo essere stato sballottato per mesi dal governo al Parlamento, è stato completamente svuotato di qualsiasi valore), Amato assicura che «i delitti nelle città sono drasticamente diminuiti» e se la prende con una presunta «caduta di stile» del sindaco di Milano, Letizia Moratti, «rea» di aver giudicato «latitante lo Stato rispetto al Patto per la sicurezza di Milano».
Pronto a contestare proprio i dati del Viminale il candidato sindaco per Roma del centrodestra, Gianni Alemanno, che ieri ha subito visitato la stazione della Storta, a Roma, dove è stata violentata la giovane donna originaria del Lesotho.
«Nonostante quello che è successo a Tor di Quinto nelle stazioni si vive nel degrado, nel buio e si è ignorato il problema», accusa Alemanno, che sottolinea come questo episodio ricalchi «la stessa dinamica» dell’omicidio di Giovanna Reggiani. Il candidato Pdl contesta i dati forniti dal Viminale. «Illustrerò i dati sulla criminalità: non è vero che Roma è una città sicura, c’è un aumento effettivo della criminalità in questi anni», promette Alemanno che punta per la sicurezza a Roma su «un programma di emergenza», che preveda «posti di polizia, presidi, telecamere nelle stazioni, in modo che le persone possano muoversi liberamente».
Alemanno non spara a zero contro l’immigrazione in generale e tanto meno contro tutti i romeni, ma avverte: «Per troppo tempo gli immigrati clandestini e i nomadi sono stati considerati intoccabili a Roma». Quello della sicurezza, aggiunge «è un problema di tutte le aree metropolitane» ma ad esempio rispetto «a Milano dove c’è un’alta densità abitativa che non consente insediamenti abusivi» per Alemanno Roma presenta «due aggravanti: la conformazione geografica e il buonismo di Rutelli e Veltroni». Il risultato è, conclude, che ci sono «troppe persone fuori controllo».
L’altro candidato sindaco per Roma, Francesco Rutelli, si trova nella scomoda posizione di non poter attaccare il suo predecessore Walter Veltroni, dato che è il leader del suo partito, il Pd. E dunque si limita a garantire «un impegno fortissimo sulla sicurezza» indicando fra le soluzioni le colonnine per lanciare l’sos nelle aree più a rischio e i braccialetti di segnalazioni per le donne che si trovano spesso a percorrere zone a rischio.
Soluzioni inadeguate per Francesco Giro (Pdl) che definisce Rutelli «un cantastorie», ricordando che proposte come «la banca dati sul Dna, il controllo del fondo dell’iride e altri sistemi di identificazione degli immigrati clandestini» vengono dal centrodestra.