Calderoli: "Nessuna intesa all’orizzonte. Se la Consulta dice sì sarà caos"

Roma - Senatore Roberto Calderoli, alla fine si riuscirà a trovare un’intesa sulla riforma elettorale?
«Ho la sensazione che finché la questione viene gestita dai segretari di partito invece che dai tecnici non si andrà da nessuna parte».

Si spieghi.
«Credo che da parte dei due maggiori partiti manchi la volontà di arrivare in fondo. Hanno la presunzione di credere che la legge che uscirà dal referendum li tutelerà. Invece manderà il Paese nel caos».

Perché?
«Perché chi andrà da solo potrà decidere dopo il voto con chi allearsi».

Per la Lega potrebbe non essere un male.
«Infatti a me personalmente il referendum non fa poi tanta paura. Ho fatto i conti e, rispetto ad oggi, potremmo perdere due o tre deputati e, forse, un senatore. Insomma, le nostre forze in Parlamento resterebbero più o meno invariate. Con il vantaggio che correremo da soli e al Senato diventeremo l’ago della bilancia di qualsiasi governo. Insomma, cinicamente potrei dire che per la Lega il referendum è la legge migliore del mondo».

E allora perché il Carroccio è contrario?
«Perché non si può guardare solo ai propri interessi ma anche a quelli del Paese. E il fatto di decidere le alleanze dopo il voto è quanto di peggio ci possiamo augurare...».

Soluzioni?
«Che le segreterie dei partiti lascino da parte i loro interessi di parte e affidino la materia a dei tecnici. Si potrebbe convergere su un testo in poche settimane».

Siamo ancora in tempo?
«La deadline è a un passo. Non tanto perché mercoledì si pronuncerà la Consulta, quanto perché iniziano a non esserci più i tempi tecnici. A questo punto, mi pare poco verosimile pensare che si riuscirà a scrivere in Parlamento una nuova legge elettorale».