«Calderoli? Non è di Fi, si faccia i partiti suoi»

Formigoni replica al leghista che non lo vuole candidato alle politiche

Quante punte deve avere la squadra della Cdl? E per l’ennesima volta la Lega va all’attacco di Roberto Formigoni. Al momento gli aspiranti «cannonieri» già in campo sono tre: oltre al premier, Silvio Berlusconi, il leader di An, Gianfranco Fini, e quello dell’Udc, Pierferdinando Casini. Ma il presidente della Lombardia si è detto disponibile a candidarsi come capolista di Forza Italia al Senato e allora la squadra si troverebbe con una punta in più. Una formazione d’attacco certamente più forte, che però non piace al ministro delle Riforme, il leghista Roberto Calderoli.
«Formigoni stia lì a fare il presidente della Regione che di punte ne abbiamo abbastanza. Formigoni rimanga dove sta, in Lombardia, dove c’è molto da fare» è saltato su Calderoli. Una presa di posizione che ha indispettito, e non poco, Formigoni. «Calderoli? Non mi risulta che sia di Forza Italia. Si faccia i partiti suoi» ha replicato il governatore. E ancora: «Calderoli mi sembra il meno indicato a poter parlare di punte».
Il fatto è che la battaglia delle politiche per la Casa delle libertà è determinante. E l’apporto di Formigoni può essere indispensabile per garantire quel risultato che Forza Italia intende più che mai confermare a Milano e in Lombardia. Il governatore ha spiegato nei giorni scorsi che l’ipotesi è allo studio e che lui è pronto a scendere in campo, se è necessario alla causa: «Se la battaglia è decisiva si mandano al fronte anche i ragazzi del ’99. Figurarsi un generale giovane e carico di medaglie come me...».