Calderoli provoca: «Un maiale-day contro le moschee»

Il leghista: così le aree saranno giudicate infette. Il ministro Ferrero: chiedo scusa per lui

da Milano

Ci sono infiniti modi per andare alla guerra fra le civiltà. Non si sa se Roberto Calderoli abbia letto i libri di Samuel Huntington, teorico dello scontro fra Cristianesimo e Islam, ma l’ex ministro leghista è pronto a brevettare un suo sistema per impedire la costruzione di una moschea: portare maiali a passeggio nel luogo prescelto dai seguaci di Maometto per costruire l’edificio. La provocazione è esplicita: «A fronte dell’inversione di rotta dell’amministrazione comunale bolognese che ha dato via libera alla realizzazione di una nuova grande moschea, metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si dovrebbe costruire la moschea, esattamente come a suo tempo feci in quel di Lodi, dove la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale, fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile». Insomma, per arginare l’avanzata dell’Islam, Calderoli che a suo tempo fu costretto a lasciare il governo per aver mostrato in tv una maglietta anti-Islam, è pronto a ricorrere a metodi un tantino artigianali. Formato sagra.
Per non farsi mancare niente, il coordinatore delle segreterie della Lega lancia un’altra idea: «Visto che dalle nostre parti ce n’è piena l’aria potremo organizzare in futuro il maiale-day: concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luoghi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica». La battuta, va da sé, coglie un problema reale e drammatico perché molte inchieste sul network di Al Qaida girano intorno a moschee e imam. Non basta: Calderoli sa che del maiale non si butta via niente e allora, nel giorno dello sciopero della pasta, cambia in corsa il suo menu: «Non provando grosse simpatie per chi considera il maiale proibito, ho deciso di mangiare un bel piatto di costine di maiale, alla faccia di Prodi e di Bin Laden e del suo terrorismo».
Dunque, un maiale, al guinzaglio o in padella, per aggiornare lo spirito delle Crociate. E per impedire la realizzazione del minareto in un’area di 52mila metri quadri alla periferia di Bologna, da giorni al centro di un braccio di ferro fra il Comune, la Curia e la Lega. Il Comune è pronto a cedere il terreno alla comunità islamica, la Chiesa si oppone: «La parrocchia è un’altra cosa - sottolinea monsignor Ernesto Vecchi, vescovo vicario -, appartiene al tessuto sociale del popolo italiano, la moschea invece è qualcosa che vi si introduce». Si vedrà. La disfida, è in corso: il maiale, simbolo della prosperità emiliana, contro la mezzaluna. «Mi scuso con i musulmani per le parole di Calderoli - puntualizza il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero -, capisco che lui sia più esperto di maiali che di Islam, ma un po’ di rispetto per i convincimenti altrui non guasterebbe». Da Napoli arriva la puntualizzazione dell’imam della moschea di piazza Mercato, Yasin Gentile: «Calderoli sbaglia: secondo la sharia si può costruire la moschea anche dopo la sagra paesana che vuole organizzare. Basta lavare la zona con un po’ d’acqua per far tornare tutto puro come prima». E allora? «Provocazione per provocazione - ribatte Alessandra Mussolini - si potrebbe effettuare un lancio di salsicce nei luoghi dove dovrebbero sorgere moschee, ma non lo riterrei un argomento serio». Provocazione per provocazione, Massimo Donadi, Idv, propone l’anti-Calderoli day. Severino Galante, Pdci, ironizza: «Vuole festeggiare così il suo compleanno?». Daniela Santanchè saccheggia involontariamente l’Arca di Noè: «Calderoli? Butta tutto in vacca». Reazioni su reazioni, fino alla precisazione del senatore, in serata: «La mia era una provocazione bella e buona».