Calderoli sale da Napolitano: «Con noi c’è il 60% dei partiti»

L’ex ministro chiede aiuto al Quirinale «per esercitare la sua “moral suasion” e smuovere il Parlamento sulle nuove regole»

da Roma

Dal vertice di Arcore arriva il via libera di Forza Italia, An, Lega, Nuova Dc e Pri alla bozza Calderoli. Una proposta di riforma elettorale sul modello delle regionali che nelle scorse settimane - durante alcuni incontri al Senato con esponenti della maggioranza (tutti i partiti salvo Ds e Margherita) - aveva suscitato interesse anche tra i piccoli dell’Unione. La bozza, su cui hanno lavorato anche Valducci (Forza Italia) e Nespoli (An) prevede una serie di modifiche al sistema elettorale seguendo il modello delle Regioni, cioè il Tatarellum. I punti cardine del testo sono il proporzionale, il premio di maggioranza al Senato non più su scala regionale ma nazionale (ripartito attraverso un listino governativo per evitare problemi di costituzionalità), una soglia di sbarramento (si parla del 3% alla Camera e il 5 al Senato), l’aumento del numero delle circoscrizioni e la garanzia sulla cosiddetta «scelta di campo» prima del voto. Insomma, spiega Calderoli, «una proposta che rafforza e mantiene il bipolarismo».
Così, terminato il vertice di Arcore l’ex ministro delle Riforme si imbarca subito per Roma per incontrare nel tardo pomeriggio il presidente della Repubblica e illustrargli i risultati della riunione. Cinquanta minuti di faccia a faccia al Quirinale, nei quali Calderoli chiede a Napolitano «un aiuto», perché «attraverso la sua moral suasion può fare molto per smuovere il Parlamento sulla questione elettorale». Anche perché, avrebbe fatto presente il colonnello del Carroccio, «su questo testo c’è l’interesse del 60 per cento dei partiti» (tutti tranne Ds e Margherita). I tempi, secondo, Calderoli, devono essere però «rapidissimi». «Puntiamo a una legge - spiega - che sia approvata a luglio dal Senato e a ottobre dalla Camera».
Insomma, di come si è svolto il vertice a Arcore - su cui c’era più d’un timore da parte dei vertici della Lega - a via Bellerio sembrano essere tutti soddisfatti. «L’incontro - spiega Bossi - è andato bene. Abbiamo discusso della bozza Calderoli e abbiamo convenuto che è un punto di partenza. Adesso andiamo a vedere cosa si può fare confrontandoci con gli altri». «Era un po’ di tempo che Fini e Bossi non si vedevano - chiosa Calderoli - e l’incontro è stato importante. E dai colloqui è emerso che nella coalizione ci sono obiettivi condivisi e contenuti comuni».
Resta aperto, invece, il caso Verona. Dove per la corsa a sindaco sono in ballo Tosi (Lega) e Meocci (Udc). Ad Arcore si è deciso di prendere ancora 48 ore, ma nel caso non si risolvesse la querelle, l’intenzione è quella di appoggiare il candidato del Carroccio nettamente più avanti nei sondaggi. E poi, come dice Maroni a chi gli chiede dei rapporti con l’Udc, «fosse per me tanti saluti e arrivederci».