Calderoli in tour con la riforma raccoglie anche il viatico del Pd

Bossi: «Lo Stato non può dire no o raccoglieremo milioni di firme»

da Roma

Riforma federalista entro l’anno o la Lega forzerà la mano: interpellerà direttamente il popolo promuovendo un referendum. Umberto Bossi ai microfoni del Tg1 alza di nuovo i toni e sollecita il governo. «Lo Stato non può dire sempre di no alle richieste dei cittadini - dice il leader leghista - Potremmo anche raccogliere milioni di firme per un referendum che promuova il federalismo fiscale».
Bossi agita le acque ma al momento non appaiono ostacoli insormontabili alla realizzazione della riforma federalista. Il consenso intorno alla bozza messa a punto dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, si allarga nonostante le consuete sparate di Bossi e il dialogo tra un Nord che lancia ultimatum e un Sud che si vuole preoccupato dall’assalto dei polentoni, va avanti.
E in concreto il clima tra i presunti nemici appare disteso. Lo rivela anche il modo in cui il leghista Calderoli prende appuntamento con il terùn Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia. Chiamato sul cellulare dal leader del Movimento per le Autonomie, proprio mentre sta uscendo dalla residenza estiva di Falzes del governatore altoatesino Luis Durnwalder, Calderoli passa il telefonino al sudtirolese che così risponde in tedesco. Lombardo non si scompone e si fa passare Calderoli con il quale conferma l’appuntamento per domani a Bergamo.
All’incontro con Durnwalder oltre ai capigruppo Svp alla Camera e Senato, Siegfried Brugger e Helga Thaler Ausserhofer anche l’onorevole Karl Zeller che con Brugger fa parte della Commissione dei 6, l’organismo paritetico Stato-Ente locale per la realizzazione dell’autonomia altoatesina. Presente anche il senatore leghista trentino Sergio Divina, che la Lega locale ha indicato come candidato governatore alle elezione provinciali del 26 ottobre prossimo. Calderoli però fa sapere che l’ipotesi di presentazione di una lista della Lega di lingua tedesca accanto a una italiana deve ancora essere discussa oggi a Bolzano.
Intanto la Lega preme sull’acceleratore per una rapida approvazione della riforma fiscale federalista. Il capogruppo leghista alla Camera, Roberto Cota, auspica una discussione in tempi brevi per la riforma. Sulla bozza Calderoli dà un giudizio positivo osservando che «per i Comuni è un passaggio importante: l’autonomia impositiva consentirà di dare risorse agli amministratori locali e di ridurre la pressione fiscale». Per Cota grazie alla riforma «aumenterà l’efficienza dei servizi, si avrà una riduzione della spesa e si innescherà così un meccanismo virtuoso».
Anche da Alleanza nazionale si sottolinea «l’ampia intesa» sul federalismo fiscale all’interno del centrodestra. Senza nessuna forzatura però, avverte il presidente dei senatori del Popolo della libertà, Maurizio Gasparri, che comunque conferma di puntare all’approvazione del ddl entro l’anno. «In Parlamento ci confronteremo con tutti, con l’obiettivo di valorizzare le autonomie locali, ridurre il carico fiscale, garantire solidarietà tra Nord e Sud», dice Gasparri.
La bozza Calderoli trova un sostenitore inaspettato in Sergio Chiamparino, ministro delle Riforme nel governo ombra e sindaco di Torino. «La bozza è sicuramente una base utile di confronto - osserva il primo cittadino - Credo però che difetti ancora di un eccesso di regionalismo».
E la disponibilità al confronto da parte del Pd è confermata dal capogruppo alla Camera, Antonello Soro, che però avverte: non accetteremo ultimatum dalla Lega.