Caldo, scioperi e cortei. E a pagare sono i cittadini

Caldo record, sciopero dei trasporti, corteo in centro e summit internazionale: un venerdì nerissimo per Roma, che ormai ci ha quasi fatto il callo. In un’afa senza precedenti si sono sovrapposti in città lo stop di 24 ore di bus, tram, metropolitane e treni urbani proclamata dai sindacati di base e la manifestazione da loro convocata contro il governo Monti. Intanto alcune strade venivano presidiate per il vertice Italia-Germania-Francia-Spagna a Villa Madama. Risultato: traffico impazzito nel centro storico e molto sostenuto in periferia, zone a traffico limitato aperte e prese d’arrembaggio dalle auto in cerca di parcheggio, taxi introvabili, cittadini esasperati. Dodici dei quali sono rimasti bloccati per un po’ in un ascensore della stazione Libia della linea B1 della metropolitana. La stessa inaugurata dieci giorni fa e già tartassata dallo sciopero bianco dei macchinisti e da problemi tecnici.
E così la polemica arriva puntuale. Il sindaco Gianni Alemanno dà la colpa del caos al Tar che aveva bocciato la sua ordinanza contro le manifestazioni in centro. «Oggi si sarebbe potuto evitare questo problema se non ci fosse stato il corteo», dice Alemanno che, riferito alla decisione del Tar aggiunge: «Quando ci sono sentenze di questo genere i primi a pagare sono i cittadini. Credo che debba esserci grande attenzione da parte di tutti, della Prefettura, del governo e dei ministeri per evitare che Roma si paralizzi ogni volta che c’è una manifestazione o uno sciopero». L’opposizione invece se la prende con la giunta del Campidoglio.
Nella capitale la giornata era iniziata con due incidenti, uno mortale a Monti Tiburtini - vittima un 29enne in moto - e un altro sulla Cassia, dalla parte opposta di Roma. Conseguenza, incolonnamenti e mezzi pubblici rallentati già prima dell’inizio dello sciopero, alle 9. Quindi la metro A chiude - secondo il Codacons con mezz’ora d’anticipo, ma l’azienda smentisce - e la B vede ridotte le proprie corse. Un’ora più tardi parte la manifestazione dei sindacati di base e autonomi. Goliardia e slogan duri, uova contro le sedi delle banche e danni alle vetrine, da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli. Ventimila, secondo gli organizzatori. «Una pagliuzza», secondo il consigliere comunale del Pdl Ludovico Todini, al cospetto «della trave che hanno ancora una volta abbattuto sulla città, cioè 2 milioni di persone bloccate nel traffico, disagi alle persone e talvolta qualche mancamento a causa del caldo». Lo sciopero si interrompe nella fascia di garanzia dalle 17 alle 20, poi riprende. A Villa Madama, intanto, Monti-Merkel-Hollande-Sarkozy parlano di Europa.
Caldo e disagi analoghi a Milano, che ha subito anche le conseguenze della protesta negli aeroporti di Malpensa e di Linate indetta da Cgil, Cisl e Uil che ha portato alla cancellazione di 122 voli in arrivo e partenza. Nel capoluogo lombardo sono rimaste chiuse tutte e tre le linee della metropolitana mentre le corse di autobus e tram sono state ridotte e rallentate.
Limitati, invece, i disagi per i pendolari ferroviari e gli altri utenti dei treni. Le Ferrovie dello Stato hanno comunicato che durante lo sciopero ha circolato regolarmente il 95% dei treni a media-lunga percorrenza e la stessa percentuale dei treni regionali.