Caldo sulle Alpi, le valanghe fanno strage

E la sirena dell’allarme valanghe oggi suona ancora più forte. Il rischio è sempre alto. Ieri il bilancio è stato davvero pesante: tre morti.
Due le vittime sui monti del Trentino Alto Adige. La prima tragedia di ieri è accaduta nella mattinata, verso le 11.30 nella zona della Paganella. È mortoPaolo Vincenzetti, un poliziotto di 29 anni in servizio alla Polizia ferroviaria di Lecco ma originario di Macerata. Il giovane si trovava con altri due amici, fortunatamente estratti vivi dalla neve, e stava facendo una passeggiata con le ciaspole sembra per recuperare uno snowboard perso il giorno prima. Dalla montagna si è staccato un lastrone di neve e ghiaccio che li ha sommersi. Vincenzetti è stato estratto già cadavere dalla neve e dai primi accertamenti sembra che sia morto d’infarto.
È morto invece poco dopo essere stato recuperato dagli uomini del soccorso un parà degli alpini, travolto vicino al rifugio Gallo Cedrone, sui monti di Sesto Pusteria. Il primo caporale maggiore, Matteo Stefani, 28 anni di Tolmezzo (Udine) si trovava in montagna assieme a un commilitone, il capitano Matteo Bevilacqua, anche lui di Tolmezzo.
I due mentre attraversavano una zona scoscesa sono stati travolti dalla valanga, Bevilacqua è riuscito a mettersi in salvo con i propri mezzi e a chiamare i soccorsi resi difficili dalle condizioni meteo avverse e dal persistente pericolo di altre valanghe. Il parà è stato recuperato ancora vivo sotto due metri di neve ma è morto poco dopo il ricovero all’ospedale di Brunico. Il militare è stato definito esperto della montagna ed era dotato di tutto l’equipaggiamento necessario per una gita in alta quota.
E intanto oggi aumenta da marcato a forte il pericolo valanghe nelle montagne del Trentino soprattutto oltre i 1800 metri, a causa del vento. La terza vittima della giornata di ieri è stata in Valle d’Aosta. A morire sotto la neve uno sciatore di nazionalità ceca, di 44 anni residente a Praga.
L’uomo che è stato travolto verso le 15,30, in Val Tournanche, nella vallata di Cervinia, da una valanga staccatasi sulle pendici del monte Roisetta, faceva parte di una comitiva impegnata in una gita di eliski. Mentre scendeva dalla vetta, a circa 3000 metri di quota, sotto i suoi piedi si è staccata una placca di circa 10 metri di fronte. Lo sciatore è stato trascinato a valle e sepolto dalla slavina.Il corpo non è stato ancora trasportato a valle a causa del forte vento che soffiava in quota e impediva il volo all’elicottero è probabilmente verrà recuperato oggi.
Ritrovati invece sani e salvi i due alpinisti coinvolti nelle valanghe scese ieri in alta Valle Seriana, nel Bergamasco. Due uomini sono stati colpiti solo di striscio da uno dei due cumuli di neve che si sono staccati a Valbondione, in località Lizzola, nei pressi del rifugio Mirtillo, e sono stati rintracciati dai soccorritori.
Il pericolo valanghe è comunque diffuso su tutto l’arco alpino e sull’Appennino a seguito dell’aumento delle temperature massime e minime e delle precipitazioni nevose e piovose che hanno interessato le Alpi e tutto l’arco appenninico nelle ultime 24-48 ore. Queste condizioni - informa il Corpo forestale dello Stato - hanno determinato un appesantimento dello strato superficiale della copertura nevosa, fino a raggiungere i 600 kg per metro cubo, che tende pertanto a bagnarsi e a perdere di coesione. Il pericolo è maggiore nelle ore centrali e più calde della giornata.