Il calendario fa felici il Milan e l'Inter La Juventus no. C’è la Fiorentina

Il sorteggio senza teste di serie beffa bianconeri e viola. Avvio soft per rossoneri e nerazzurri, ma alla quinta giornata arriva il derby. <a href="/a.pic1?ID=278746" target="_blank"><strong>Il calendario della serie A</strong></a>. <strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=278746" target="_blank">Tutto il calendario</a></strong>

da Roma
Non è un botto, ma quasi. Non si parte con Milan-Inter o Juventus-Roma, non ci saranno partite choc nella prima giornata di campionato, però l’effetto sorpresa l’ha fatta da padrone. Al rito profano della presentazione dei calendari del calcio sono stati gli input rivoluzionari del computer a creare suspense. Sembrava quasi di stare in Inghilterra quando nessuno ha paura di un Liverpool-Arsenal all’esordio, ma la globalità di questo nuovo campionato, 77º a girone unico, geograficamente coinvolgente come mai in passato, può anche permettersi di presentare match come Fiorentina-Juventus, Sampdoria-Inter e Roma-Napoli che mai e poi mai qualcuno si sarebbe sognato di mettere al pronti-via.
Ma queste sono le nuove regole della Lega di Antonio Matarrese che, non riuscendo a tenere uniti i club di A e B per i soliti problemi della mutualità («La famiglia non è divisa; c’è crisi nel Paese e anche nel calcio italiano»), si accontenta di mettere in scena uno show con i soliti quattro noti in prima fila e il ripetitivo blablabla che da anni accompagna l’inizio di ogni stagione. Perché la grande novità sarà anche l’abolizione delle teste di serie («Finalmente un sorteggio integrale», l’appunto del vulcanico presidente del Palermo Maurizio Zamparini), ma a fare da contraltare c’è stata la totale assenza dei presidenti della serie cadetta che, in aperta polemica, hanno disertato il salone d’onore del Coni. Uno schiaffo, e che schiaffo, al presidente del Coni Gianni Petrucci, al presidente federale Giancarlo Abete e al sempre sorridente (come se nemmeno gli importasse della cosa) Matarrese, più impegnato a gingillarsi col nuovo pallone che a preoccuparsi della spaccatura tra i 42 club della Lega di Milano.
Meglio accontentarsi delle novità, allora: via le teste di serie; quasi perfetta alternanza tra le partite in casa e in trasferta; nessun derby nei tre mercoledì infrasettimanali e tutti e quattro in giornate differenti; attenzione a non far incontrare tra di loro le squadre partecipanti a Champions e Uefa prima del turno europeo. E poi le solite precauzioni per evitare all’inizio e alla fine gli stessi incroci degli anni passati.
Sorridono Inter e Milan, arriccia il naso la Roma, si preoccupa la Juventus per la sempre temuta trasferta di Firenze all’esordio. Questa la sintesi degli umori che vedono l’ad nerazzurro Ernesto Paolillo gradire l’avvio (malgrado la Sampdoria di Cassano) ma preoccuparsi per il derby alla 5ª giornata (mai arrivata così presto la stracittadina della Madonnina) e la sfida infinita con la Roma all’Olimpico alla 7ª, che precedono la partita di Champions. «Abbiamo un ciclo duro alla fine della stagione contro Juventus, Udinese, Roma e Fiorentina - precisa Adriano Galliani -. Però non si sa mai se le grandi è meglio incontrarle prima o dopo, certo è che dopo otto anni non faremo la Champions e quindi potremmo arrivare alla fine più freschi di altri. Ed è chiaro che lo scudetto è il nostro obiettivo primario». Secondo Galliani il nuovo meccanismo di sorteggio «avvicina la serie A ai maggiori campionati europei».
Infine, derby torinese all’8ª, romano alla 12ª, della Lanterna alla 15ª, questi gli appuntamenti clou. Avvio di ferro per il Napoli (subito Roma e Fiorentina) che il presidente De Laurentiis stigmatizza con un «ci esprimiamo meglio con le grandi». Più equilibrato il presidente granata Urbano Cairo: «L’importante è partire bene. È difficile ora giudicare se sia facile o difficile». Al campo la parola.