Il calendario Pirelli diventa mito (e spoglia anche i maschietti)

nostro inviato a Mosca

Certo, se davvero come dice la leggenda gli dei un giorno si risvegliassero ma con l'Olimpo spostato a meno 18 gradi centigradi, qualche problema molto umano di raffreddore ce l'avrebbero. Per fortuna loro però gli dei in questione stanno tutti su un calendario e allora ecco che l'edizione 2011 targata Pirelli restituisce al Cal la sua caratteristica che si era guadagnata in tanti anni di militanza: una via di mezzo tra l'erotismo di classe e l'opera d'arte.
Insomma: abbandonati i fanghi brasiliani dell'edizione precedente che avevano fatto la felicità dei garage di tutto il mondo, ecco che il Pirelli Cal risale di livello affidando a uno stilista, Karl Lagerfeld, questa volta fotografo non tanto per caso nel suo studio di Parigi e autore di 36 scatti a tema sulla mitologia greco-romana. Con la novità che le solite bellezze di grido (di noi maschietti) questa volta vengono accompagnate da cinque ragazzi da urlo (delle signore presenti in sala) coperti soli da una coppetta d'oro nei loro attributi molto terreni. E come dire: sul Cal ci stanno proprio da Dio.
Insomma, vedere Bacco - il modello americano Garret Neff diventato tale per caso (modello e non americano, s'intende) sbarcando a Miami da un viaggio alle Barbados - languidamente attorniato dalle sue baccanti Isabeli Fontana e Bianca Balti (eh sì, viva l'Italia) fa nasce un moto d'invidia molto umano e poco super. Anche perché loro, le divine, viste in ascensore sembrano tutte uguali: troppo alte, troppo belle, troppo magre. Ma poi, trasformate dall'obbiettivo di Lagerfeld, diventano improvvisamente irraggiungibili nel loro fascino. Cosa che in realtà è già così per noi umani che abitiamo al piano di sotto dell'Olimpo. Solo che il Cal ci dà delle certezze.
E allora, eccoli i numeri di un calendario 2011 che i collezionisti vorranno sicuramente avere nel loro armadio dei sogni: 36 foto appunto che raffigurano 24 personaggi della mitologia, 15 ragazze, 5 uomini più l'attrice Julianne Moore, quest'anno simbolo del Cal nella sua qualità di Era, la moglie di Zeus (Brad Kroenig). E due italiane, Bianca Balti ed Elisa Sednaoui, che a vederle riempiono davvero di orgoglio nazionale.
Poi c'è Karl Lagerfeld, con il suo codino bianco anch'esso molto mitologico, e la personale idea che «la modernità della bellezza dell'Olimpo è nell'amore per la giovinezza, nel culto del corpo, nell'accettazione del desiderio senza punizione divina. C'è un'etica nella bellezza mitologica che oggi abbiamo perso». Per questo, insomma, sono bastati uno studio, uno sfondo scuro e delle foto rigorosamente in bianco e nero per esprimere tutti questi concetti in uno, «perché in fondo gli dei dell'Olimpo sono degli umani solo un po' migliorati e neanch'io, che ho cominciato a 6 anni a leggere l'Iliade di Omero e i Nibelunghi, sapevo che un giorno sarei diventato un dio...».
Ride (ma non troppo) Karl attorniato dai suoi monumenti alla bellezza e la presentazione del Cal si conclude così in maniera molto terrena, tra coppe di champagne e applausi meritati. Restano, allora, quelle immagini seminude che si sposano con il fascino di una città congelata ma magnetica, la Mosca che per Pirelli non è stata solo una questione di business. Marco Tronchetti Provera, presentando il Cal 2011, ci ha tenuto a dirlo. E Lagerfeld, accompagnando la sua opera, lo ha sottoscritto: «Qui c'è un produttore di pneumatici che ha fatto immagini attraverso calendari che non si possono comprare. E che così assumono un'aura di mistero. È tutto così mitologico». E tutto molto vero. Per Bacco.