Calendario della polizia La «vita quotidiana» raccontata in 12 scatti

A Nettuno tira aria di dissesto finanziario. Secondo i beni informati di Palazzo Matteotti, la commissione straordinaria di Nettuno, che guida la città dal novembre 2005 avrebbe deciso di deliberare un dissesto finanziario per impossibilità di equilibrare il bilancio 2007 per mancata certezza del credito proveniente da residui attivi.
«Dopo due anni di nulla - spiega l’ex sindaco di Forza Italia Vittorio Marzoli - la commissione, dimenticando di aver approvato due bilanci revisionali, due consuntivi ed un equilibrio a novembre del 2006, con tanto di individuazione di forme di finanziamento per coprire i debiti, si avvia a deliberare un dissesto finanziario. Traduzione: eliminazione dal bilancio di quanto i “furbetti” evasori debbono pagare di tasse per anni precedenti al 2007. Due domande sorgono spontanee: la certezza del residuo, non la deve attestare chi è demandato a riscuotere le entrate tributarie del Comune, dichiarando per quali fondati motivi non si possono riscuotere i crediti e sottolineando di chi sono le responsabilità? L’eventuale attestazione di terzi diversi, direttore generale, dirigenti, o commissari straordinari, non costituisce un abuso con relativa responsabilità contabile in solido da parte di chi certifica? Deliberare il dissesto, oltre a bloccare completamente la città per i prossimi cinque anni significherebbe fare un favore enorme alla Nettuno Servizi, anzi, alla Sangiorgio Spa, socio privato della Nettuno Servizi, la società che gestisce i tributi, in quanto così facendo verrebbero cancellate la maggior parte delle somme riscosse, tutte precedentemente certificate ma mai incassate. A questo punto seconda domanda spontanea: chi è amico della Sangiorgio Spa, socio privato della Nettuno Servizi? L’amministrazione di centrodestra che nel 2004 ha dimezzato l’aggio sulla riscossione dal 30% al 15% ed affidato a servizi che a fronte di lavoro vero avrebbero prodotto aumenti consistenti nelle risorse economiche del Comune? Oppure chi concorda un arbitrato con la società privata, crea le condizioni per subirne un altro, infine regala la possibilità al socio di minoranza di spendere niente per riscuotere il pregresso e a pochi mesi dal ritorno della democrazia popolare affossa definitivamente la città di Nettuno? La speranza - conclude Marzoli è che i commissari ci ripensino e lascino lo spazio decisionale a coloro che saranno eletti in primavera dai cittadini per governare la Città. Chi vincerà le elezioni avrà il diritto-dovere di decidere per tutta la cittadinanza, sui temi fondamentali del dissesto, fallimento, vendita dei beni, messa a resa delle banchine pubbliche del porto e tutto quanto potrà servire a far rinascere Nettuno».