Il calendario è in ritardo

Molte sono state le notizie apparse sugli organi di informazioni liguri, in merito alla spaccatura all’interno della maggioranza in Regione, creata dai Verdi, a seguito dell’approvazione della Giunta di un disegno di legge contenente il calendario venatorio regionale e il modello del tesserino. Ci preme fare una precisazione. Un disegno di legge non è il calendario venatorio ma una proposta che tutti, assessori e presidente hanno assunto e trasmesso al Consiglio per l’approvazione. Quindi, prima che l’atto che la Giunta Burlando ha licenziato venerdì della scorsa settimana abbia i suoi effetti, sono necessari almeno uno o due passaggi nelle commissioni consiliari e l’approvazione del Consiglio dalla quale il testo iniziale potrebbe uscire stravolto.
Le leggi nazionale e regionale sulla caccia stabiliscono che entro il 15 giugno il presidente della Regione emani il calendario venatorio e il tesserino regionale con proprio atto amministrativo. Questa procedura in Liguria non è stata seguita ma si è preferito avviare l’iter di una iniziativa legislativa atta a blindare, se conclusa con l’approvazione di una legge regionale, i contenuti degli atti contro i minacciati ricorsi al Tar dei soliti estremisti animalisti e protezionisti.
I tempi però ci preoccupano in quanto in mancanza dell’atto amministrativo (che nel passato è sempre stato emanato e solo successivamente trasformato in legge) tutte quelle azioni a esso conseguenti (stampa dei tesserini regionali, distribuzione alle Province, smistamenti alle sedi decentrate o ai centri servizio degli Atc e Ca per il rilascio al cacciatore) non possono essere compiute, e agosto è dietro l’angolo. È vero che in Liguria la caccia comincia la terza domenica di settembre, ma non dimentichiamo che in regioni a noi vicine, il prelievo selettivo del capriolo comincia per esempio il primo agosto. In altre realtà inoltre già dal primo settembre si possono cacciare quaglie, tortore e colombacci. Sarebbe ragionevole quindi poter disporre del tesserino regionale che la legge ci impone di possedere, quantomeno dalla fine del mese di luglio.
Ci auguriamo che la Giunta proceda quanto prima all’approvazione anche amministrativa dei contenuti del disegno di legge. Disegno che per altro ha deluso le nostre aspettative e quelle del mondo agricolo con il quale Burlando e l’assessore alla Caccia si erano spesi per sanare l’incresciosa situazione creata dal divieto di immissione di fauna dopo il 31 agosto e dal divieto di caccia per 10 anni sui soprassuoli boscati percorsi dal fuoco sui quali ci si aspettava una deroga per la caccia agli ungulati e alla migratoria.
A oggi nulla di concreto è stato fatto per regolamentare l’esercizio venatorio 2005/2006. Oltre a ciò la nuova Giunta si dovrà esprimere anche sull’attuazione, più che legittima ma altrettanto vessata dagli ambientalisti, riguardo al prelievo in deroga di storno e fringuello alla quale non vogliamo assolutamente rinunciare.