il calendario della settimana

Finalmente si riparte. Dopo un’estate certamente meno peggio delle precedenti, grazie soprattutto ai concertoni di luglio, la Milano cultural-artistica si risveglia piena di buoni propositi. Il menù settembrino è addirittura da leccarsi i baffi. Oltre all’abbuffata MiTologica, che ha portato sotto la Madonnina il gotha della grande classica e non solo, da oggi per una settimana intera ci sentiremo tutti non solo virtualmente nell’empireo del grande cinema. È vero, non ci saranno star hollywoodiane in passerella ma i milanesi che amano correre potranno, orari permettendo, svolazzare da una sala all’altra per non perdersi neppure una delle proiezioni che hanno animato i grandi festival. E senza spendere quasi una lira, altro che sfarzi veltroniani. Anche il teatro comincia ad aprire i battenti e lo fa, manco a dirlo, con un festival caro agli appassionati della nuova drammaturgia internazionale. E poiché la parola enterteiment è ormai un must dappertutto, dai musei alle biblioteche, anche «Tramedautore» - che parte oggi al Piccolo, allo Studio e all’Out Off - offre al pubblico incontri, aperitivi e feste. Oltre, ovviamente, agli spettacoli dei registi. Vedremo. Come pure cresce l’attesa per le stagioni di questo primo anno di teatro verso l’Expo, nella speranza di buone notizie anche dalla produzione local e non solo global (troppi i fuochi d’artificio, lo scorso anno, per megaproduzioni deludenti, come l’ultima «Fura»). Un bel giallo, invece, quello che riguarda le cosiddette arti visive. In attesa di sapere se l’ex assessore Sgarbi verrà prima o poi sostituito, sarebbe utile avere notizie su quale programma di mostre e artisti sbarcheranno negli spazi milanesi una volta esauritosi il ciclo vittoriano. E soprattutto sarebbe interessante sapere che ne sarà dell’acefalo Pac, unica storica finestrella sulla scena contemporanea, ma ultimamente animata più da polemiche che da mostre internazionali. Speriamo. Intanto, consoliamoci: tra una settimana riaprono tutte le gallerie.