UN CALENDARIO

Come sempre, vietato illudersi. Gli spacciatori di illusioni hanno già fatto troppo male ai tifosi del Genoa, per iscriverci pure noi a questo club. Quindi, non stiamo qui a raccontarvi che, a causa dell’errore di indicazione della data di una delle sei partite incriminate il Genoa verrà rimesso in serie A, verrà assegnata la Stella a tavolino e Carraro e Macalli saranno dimissionati per quello che hanno fatto. Non è così e non bisogna cadere nel solite triste e tristo rituale delle finte illusioni.
Detto questo, l’errore nell’Acip - l’avviso di fine delle indagini a carico dei dirigenti del Grifone - è di quelli pesanti. Così come era pesante la rivelazione che abbiamo anticipato sempre su queste pagine del fatto che il file con la sentenza sportiva di secondo grado sarebbe stato lavorato tre giorni prima dell’inizio (dell’inizio, non della fine!) del processo d’appello.
L’errore è formale, certo, non sostanziale. Ma è pesante perchè arriva su un atto ufficiale: stavolta non sono le mail private di un giudice, nè i bigliettini nel cestino della carta straccia. Tutti episodi spiacevoli, gravi dal punto di vista dell’opportunità, ma giuridicamente non decisivi. Non sempre quello che è sgradevole o brutto, è anche illegale. Stavolta, non sono gli altri inquietanti episodi che vi abbiamo rivelato giorno per giorno con la nostra inchiesta: non è la Rai che dà la sentenza di primo grado tre giorni prima dell’ufficializzazione del verdetto; stavolta non è il sito della C che mette il Genoa nel girone A prima che la retrocessione sia sancita; stavolta non è il giornalino dell’Assoallenatori, che peraltro ha chiesto ufficialmente scusa ieri dai microfoni di Primocanale, che dà l’Empoli vincitore del campionato dimenticando il Genoa. Tutti episodi inquietanti, che fanno venire qualche dubbio sul calendario usato da chi si occupa di Genoa. Ma, perlomeno, senza stellone (minuscolo, certo) della Repubblica italiana a benedire il tutto. Possibile che le date sbagliate coinvolgano sempre il Grifone? Possibile che, in questa situazione, non si faccia un minimo di attenzione?
Il resto, è Sampdoria. Stasera, i blucerchiati, riportano il profumo d’Europa a Marassi dopo otto anni (sette, se si considera anche l’Intertoto). Meritano di andare avanti. Dal punto di vista sportivo. E dal punto di vista umano: il Novellino visto martedì a Gradinata Sud ha dimostrato una volta di più di essere un Uomo vero, di fronte al quale togliersi il cappello. Ed è proprio questo che conta. Più della tecnica, più della tattica, più dei campioni e più dei soldi: gli uomini.