Cali di tensione e guasti: e la metro va ancora in tilt

Due cali di tensione e imprecisati guasti tecnici e per l’ennesima volta la metro romana va in tilt. Per gli utenti non si tratta di una novità, ma ieri il black out, cominciato di mattina si è ripetuto durante il violento acquazzone pomeridiano delle 17. Solo alle 17,37 (secondo gli scarni comunicati di Atac) si è ripreso a viaggiare con regolarità sulla linea A dopo l’ulteriore problema che l’aveva bloccata dalle 16,15 tra Arco di Travertino e Anagnina e del tutto dalle 17,10 in poi. Ma secondo le segnalazioni dei cittadini molti dei disagi sarebbero stati provocati dalla rottura di uno scambio alla stazione Repubblica.
Ma ieri i problemi erano iniziati di mattina. Già, perché poco dopo le 10,30 alla stazione Cipro gli accessi in stazione erano stati bloccati dal personale per un «guasto di un treno». Per questo davanti ai tornelli il personale aveva attaccato dei cartelli, con l’invito ad attendere le navette di Trambus. Invito però non confermato da Metropolitana di Roma.
Ricapitoliamo: in totale quattro diversi episodi dovuti a guasti tecnici. Il primo tra le 10,07 e le 10,30 per rallentamenti sulla metro A nel tratto tra Colli Albani e Battistini «per un problema tecnico ad un treno Caf». Nel pomeriggio altri tre intoppi dovuti a «problemi di alimentazione elettrica». Il servizio della metro A è rimasto interrotto tra Arco di Travertino e Anagnina, dalle 16,15 alle 16,26. «Fino alle 16,37 - ha aggiunto l’Atac - il fermo si è protratto ma solo tra le stazioni Cinecittà-Anagnina. La circolazione è ripresa anche se con qualche rallentamento». Un secondo calo di tensione è avvenuto alle 16,48 e ha provocato forti rallentamenti su tutta la linea A in entrambe le direzioni. Infine alle 17,15 la linea A è rimasta bloccata e la circolazione è ripresa alle 17,37. «Quelli del pomeriggio sono episodi ricollegabili a un unico fenomeno - ha spiegato Bianchi - abbiamo avuto un problema ad una centralina di Cinecittà, articolata in quattro sotto-alimentatori, uno dei quali è andato in tilt. Non abbiamo deciso di utilizzare il servizio sostitutivo di navette perché il guasto sarebbe stato riparato in breve tempo e così è stato. In una struttura complessa come quella della metropolitana può accadere che avvengono dei problemi tecnici e anche che avvengano nella stessa giornata».
Oltre allo sconcerto della cittadinanza c’è da registrare il disappunto delle forze politiche. «È sconcertante la puntualità con la quale si rincorrono le brutte notizie riguardanti la metro romana - dichiara in una nota il capogruppo della Democrazia cristiana per le Autonomie al Consiglio regionale del Lazio, Fabio Desideri-. Mai due settimane di seguito scorrono tranquille. Ieri l’Atac ha annunciato rallentamenti da Colli Albani a Battistini: un eufemismo per dire disagi sull’80% della A. La situazione è talmente compromessa che il guasto di una singola motrice riesce a mettere in crisi tutta la linea. Il convoglio, peraltro, è di quelli nuovi, quindi viene a cadere l’alibi della vetustà delle vetture. Nessuno poi dice che da San Giovanni a Cornelia esistono quattro punti attrezzati con binari di servizio dove i treni possono invertire la marcia ed essere ridistribuiti lungo la strada ferrata, in entrambi in sensi. Detto questo, è d’obbligo ricordare che l’ultimo caso di forti rallentamenti si è verificato il 14 novembre, con notizia diffusa dagli altoparlanti alle fermate ma non comunicata all’esterno. Quattro giorni fa, invece, si è bloccata la linea B». «Diversi - ha concluso Desideri - sono i punti da analizzare nell’ambito della debacle capitolina della “cura del ferro”. Il primo riguarda l’informazione, mai esaustiva. Piacerebbe a tutti saperne di più su quello che sta accadendo nella metropolitana romana. E poi viene da domandare: quanti problemi tecnici si verificano senza che vengano mai resi noti?».