«La Califfa» arriva al Verdura

Viviana Persiani

Questa sera, la settimana teatrale prende il via alle Tribune dell’Idroscalo con lo spettacolo di cabaret che vede protagonisti I Pali & Dispari.
Il 12, all’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, sbarca Fame mi fa fame di e con Giancarlo Cautruccio, poemetto che dà voce al disagio del mondo, la sua fame come condizione disperante, rifugio, luogo poetico e creativo a un tempo, fame che diventa occasione di dirompente denuncia contro l’orrore.
Domani, al Teatro di Verdura, andrà in scena La Califfa, dal romanzo di Alberto Bevilacqua, versione teatrale di Piergiorgio Paterlini, regia di Alessandro Benvenuti. Irene Corsini, la bella ragazza del popolo che diventa l’amante del potente industriale della città è un memorabile ritratto di donna libera, franca, istintiva, ribelle, incapace di compromessi, generosa e, a suo modo, innocente. Una donna nella cui schiettezza e giovinezza il vecchio industriale ritrova una nuova voglia di vita. Contro questa relazione così fuori dagli schemi, si armano tutti i potenti cittadini.
Sempre al Teatro di Verdura, ma mercoledì, spazio a Un cappello Borsalino, di e con Ombretta Zaglio. Lo spettacolo nasce dalla voglia di ripercorrere la memoria di una fabbrica legata ad una famiglia e alla sua città, Alessandria, e di cui oggi si trovano solo poche tracce: scomparsi i luoghi, scomparsi i macchinari, diventa difficile ricordare come ha cominciato e come è finita.
Il 14 luglio, prende il via, al Vittoriale, la stagione teatrale con lo shakespeariano Il mercante di Venezia, con Flavio Bucci nei panni del protagonista. Il nobile Bassanio, innamorato di Porzia, per non presentarsi a mani vuote chiede al suo carissimo amico Antonio, il mercante di Venezia, 3mila ducati in prestito. Antonio affezionatissimo a Bassanio, non avendo a disposizione la somma, si fa garante presso il ricco usuraio ebreo Shylock. Nonostante i cattivi rapporti con Antonio, Shylock accorda il prestito, ad una condizione: in caso di mancato saldo del debito Shylock otterrà una libbra di carne di Antonio.
Fine settimana ricco di proposte all’ex Paolo Pini: giovedì è in cartellone Sexmachine, diretto ed interpretato da Giuliana Musso, che si basa su una triste realtà di fondo: le prostitute vengono definite in molti modi mentre i clienti sono chiamati sempre clienti. Sexmachine ci parla di 10 milioni di rapporti a pagamento all’anno, un insieme complesso di sesso, potere (il rapporto è di forza tra l’uomo e la donna), denaro (ciò che rientra nel possibile vendibile e ciò che vuol dire gratuito del sentimento), e libertà (il lecito, l’illecito, il nascosto, il concesso).
Sabato, spazio ad Un cerchio alla testa, diretto ed interpretato da Milena Costanzo; una donna sola, si muove in uno spazio che sembra essere la sua casa, il suo mondo. Compie con fatica delle azioni che sembrano essere normali, quotidiane; un uomo entra, disturba, si esibisce.
Infine, domenica, Natalino Salasso porterà in scena Ercole in Polesine, viaggio nel tempo e nel mare, attraverso cinquemila anni di storie, miti, leggende che ci parlano di Dei cornuti e imbroglioni, di eroi svogliati e mitomani, di uomini disperati e sbruffoni.