California a fuoco: 500mila sfollati

Gli incendi che stanno devastando lo stato, oltre mille le case distrutte. Minacciato anche il Messico. I pompieri in campo sono 5mila. Su richiesta del governatore Schwarzenegger è in arrivo la Guardia Nazionale

San Diego - Il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, ha chiesto l’aiuto della Guardia Nazionale per combattere i terribli incendi che da domenica mettono in ginocchio la California meridionale. E intanto le fiamme minacciano il Messico, dove il fumo ha avvolto con un manto nero la località di Tecate, circa 30 chilometri a sud di San Diego. Sono ancora almeno 13 gli incendi che, alimentati dai forti venti e dalla siccità, stanno divorando la California.

Cifre da brivido L’area di San Diego, la città del sud della California al confine con il Messico, ha visto un migliaio di case distrutte dagli incendi che stanno devastando le aree meridionali del Golden State, e gli sfollati sono circa 300mila. Lo ha indicato in una conferenza stampa il sindaco della città, Jerry Sanders, pur non essendo in grado di confermare con precisione le cifre, presentate come stime. Il che significa che il bilancio potrebbe in realtà essere ben più drammatico. Complessivamente nel sud della California gli incendi hanno distrutto un migliaio di chilometri quadrati (circa la metà della provincia di Milano), e le persone evacuate sarebbero in tutto circa mezzo milione.

Vento nemico Il governatore della California, che domenica aveva dichiarato lo stato d’emergenza in sette contee e ha già sollecitato dal Pentagono tutti gli aerei anti-incendio disponibili,, ha chiesto l’aiuto degli uomini della Guardia Nazionale, almeno 800 dei quali arriveranno dalla frontiera con il Messico. "È un’ora tragica per tutta la California", ha detto senza mezzi termini il governatore, segnalando che al momento "il nemico numero uno è il vento". Il vento che, secondo i meteorologi, non si placherà almeno fino a tutt’oggi.

Soccorsi Gli aiuti arrivano anche dagli Stati vicini, Nevada e Arizona, e il presidente George W. Bush, che ha parlato al telefono con il governatore californiano, ha offerto l’aiuto del governo federale. "La situazione continua a deteriorarsi" ha detto l’incaricato per la protezione anti-incendi nella contea di Fallbrook. Le strade e i canali che finora erano servite come barriere sono state superate dalle fiamme, che in alcune zone raggiungono oltre i trenta metri d’altezza. Nella contea di Orange, il fumo ha costretto a sgomberare anche un carcere che ospita un migliaio di detenuti e centinaia di persone si sono rifugiate nella notte nello stadio Qualcomm, dove giocano le star del footbal americano San Diego Charhers.

Malibu La situazione più difficile è attorno a San Diego, dove 250.000 persone hanno lasciato le loro case, una persona è morta e 18 sono rimaste ferite, tra le quali anche cinque pompieri. Minacciata anche Malibu, l’area residenziale a pochi chilometri da Hollywood, che si estende per una quarantina di chilometri lungo la costa del Pacifico e dove hanno la residenza star del calibro di Barbra Streisand o Pierce Brosnan. Secondo la Cnn, sono già state distrutte più di una ventina di edifici. Tra le case evacuate, quelle di James Cameron, Mel Gibson, Olivia Newton-John, Ryan O'Neal e Victoria Principal; in pericolo quelle degli attori Sean Penn o Mark Hammil.