California pronta per il boom dei matrimoni omosex

Oggi il via alle prime cerimonie. I municipi delle principali città sono già prenotati per tutta l’estate. In arrivo 12mila coppie da New York

da Los Angeles

Febbre da nozze gay in California: i municipi di Los Angeles, San Francisco e Palm Springs sono già prenotati per tutta l’estate in vista dell’entrata in vigore oggi alle 17.01 ora locale (nove ore più tardi in Italia) della legge sui matrimoni omosessuali.
La California è il secondo Stato americano dopo il Massachusetts dove coppie dello stesso sesso potranno legalmente unirsi in matrimonio, ma il primo Stato che non chiede ai contraenti il certificato di residenza: da New York, dove di recente il governatore David Paterson ha ordinato alle agenzie statali di riconoscere le nozze celebrate altrove, 12mila coppie omosessuali sono pronte a viaggiare verso il Golden State per scambiare il fatidico sì.
Alcuni sindaci, Steve Pougnet di Palm Springs e Antonio Villaraigosa di Los Angeles, si sono impegnati a celebrare matrimoni affiancati da centinaia di volontari che si uniranno ai funzionari dello stato civile per non mandare in tilt le strutture municipali.
La grossa incognita è il referendum che i californiani troveranno sulla scheda elettorale il prossimo novembre: se per volontà popolare le nozze gay resteranno nei codici, nell’arco di tre anni la metà circa delle oltre centomila coppie omosessuali dello Stato potrebbero decidere di sposarsi, secondo uno studio della facoltà di diritto della Università di California a Los Angeles (Ucla). Altre 67mila coppie potrebbero arrivare da altri Stati: «Ho avuto richieste da New York, Arizona, Texas», ha detto il sindaco Pougnet a Palm Springs.
Gli sposi gay e i loro ospiti spenderanno una cifra pari a 680 milioni di dollari in turismo matrimoniale, una cifra benvenuta per uno Stato la cui economia colpita dalla crisi economica accetta di buon grado qualsiasi tipo di aiuto e da qualsiasi parte esso venga.
Los Angeles soltanto prevede duemila-tremila appuntamenti nell’arco di due-tre giorni. E d’altra parte, se il Massachusetts insegna, la febbre dei matrimoni non sarà duratura: nello stato del New England, dopo l’iniziale euforia, le nozze gay sono progressivamente diminuite: delle 10.500 coppie sposate a Boston e dintorni, poco più di seimila l’avevano fatto nei primi sei mesi dalla legalizzazione il 17 maggio 2004; poco più di 2.000 nel 2005; 1.442 nel 2006; 867 nei primi otto mesi del 2007, l’ultimo anno di cui ci sono dati disponibili.