Calipari, gli Usa respingono la citazione dei giudici: irricevibile

Roma - Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti non sarà presente il 10 luglio prossimo davanti alla Terza Corte d’Assise di Roma, come responsabile civile, nel processo per l’uccisione dell’agente Nicola Calipari, avvenuta in Iraq il 4 marzo del 2005. Il Dipartimento ha infatti dichiarato irricevibile la citazione notificatagli dal gup Sante Spinaci quando decise il rinvio a giudizio per omicidio volontario del soldato Mario Lozano, e dall’avvocato Alessandro Gamberini che nel processo rappresenta Giuliana Sgrena, la giornalista del ’Manifestò che era stata consegnata a Calipari quel giorno dopo la liberazione e che al momento della sparatoria era sull’automobile Toyota che doveva portarla all’aeroporto di Bagdad per essere riportata in Italia.

Il rifiuto, contenuto in un documento di una decina di righe, è stato notificato all’autorità italiana per via diplomatica. Il Dipartimento spiega di non poter essere citato; che quindi ritiene ricevibile la comunicazione che trattandosi di un organismo di uno stato sovrano non può essere sottoposto ad un processo. Il rifiuto era comunque dato già per scontato dai pubblici ministeri Erminio Amelio, Franco Ionta e Pietro Saviotti, i quali ora, ritenendo che non sia possibile procedere in contumacia contro il Dipartimento Usa, il 10 luglio prossimo, alla ripresa del processo, chiederanno alla Corte di rievocare il decreto di Spinaci e quindi la richiesta rivolta al Dipartimento stesso.