Calma piatta? Svettano gli youtuber

Classifica veramente fermissima... In libreria si vende davvero poco. In vetta si mantiene, stancamente, Antonio Manzini con Rien ne va plus (Sellerio). Il giallone di Manzini, ormai il vice Camilleri, va a posizionarsi, questa settimana, sul comodino di altri 6mila e centonovantaquattro lettori. Resta al primo posto soprattutto per la mancanza di una concorrenza vera. Gli inseguitori più vicini sono i due youtuber Valerio Mazzei & Sespo autori di #valespo (Mondadori Electa). Questo «romanzo di formazione digitale» come viene definito dagli editor, nel tentativo di dare un sapore salingeriano alla cosa, vende circa 5mila e seicento copie. Un buon risultato per degli youtuber e Valerio Mazzei e Sespo stanno dimostrando anche di avere resilienza in classifica. Insomma non si sono comportati come una meteora, una fiammata in classifica e fine. Sono piuttosto come una stella cometa. In parte, anche in questo caso, la visibilità di questo piccolo astro è dovuta alla mancanza di qualcosa di veramente brillante in classifica. Ma tant'è, coi tempi che corrono la performance del giovane duo è tutto tranne che disprezzabile.

Al terzo posto, invece, si arrampica Marco Missiroli con Fedeltà (Einaudi) appena arrivato in libreria ma secondo i rumor dei ben informati già in odor di Premio Strega. Per il premio si vedrà, per il momento la libreria sembra reagire relativamente bene: terzo posto e quasi 5mila copie. Al quarto posto invece Andrea Camilleri. Troppo in basso? Ma si tratta in questo caso non di un giallone ma di Conversazioni su Tiresia (Sellerio), un testo colto e mitologico che difficilmente se la voce narrante non fosse quella del «Sommo» (come lo chiamano i suoi fan) arriverebbe a sfiorare i piani alti della classifica e a racimolare 3mila e cinquecento copie. Tanto più che, in un tempo di vacche magrissime, persino Robert Galbraith (si legge J.K. Rowling) scivola in un attimo al decimo posto con appena 2mila e settecento copie per Bianco letale. Un'indagine di Cormoran Strike (Salani). Non c'è più rispetto nemmeno per i mostri sacri.