«Calma, saremo perfetti dopo aver vinto lo scudetto»

dal nostro inviato

a Appiano Gentile

Arriva il Messina e il rischio è quello di affogare nelle banalità. Cosa ci si aspetta dica Mancini? Che a San Siro si presenta una squadra fortissima, che punta in alto, con un attacco formidabile e una difesa impenetrabile?
Esatto. E il rischio si scarta parlandone molto seriamente, tanto che a qualcuno viene in mente di chiederlo al Mancio: scusi, anche Stankovic ha detto recentemente che lei sta diventando molto serio, allora è vero? Mancini risponde molto seriamente: «Io scherzo sempre, ma ci sono dei momenti nei quali bisogna essere seri. In ogni caso credo sia importante fare le cose restando allegri, visto che abbiamo la fortuna di giocare al calcio e il calcio è divertimento. Poi ci sono dei momenti nei quali si può essere più o meno seri». Questo Mancini introspettivo deve aver intrigato molto, al punto che ha aperto un filone tutto nuovo: scusi, ma lei è scaramantico?
Il Mancio non si scuote, un po’ prende colore e poi sicuro fa: «Sono scaramantico come tutti. Credo che qui, tra noi, non ci sia nessuno che possa negare di esserlo. Ma perché se ne dovrebbe parlare proprio ora?».
La domanda è più che pertinente, il vero motivo però è già stato spiegato in avvio: oggi c’è il Messina. In Coppa Italia zero a uno con gol di Cruz, ritorno con quaterna compreso un gol di mano di Andreolli. E non è tutto, per il Messina i risultati a San Siro sono sempre stati pesantissimi, difficile trovare qualcosa a cui appendersi per trovare argomenti validi. Ma Mancini li trova: «Li ho visti, sono in un momento in cui i risultati non sono dalla loro parte ma il gioco sì. Perdono ma non lo meritano. E poi se mi dite che scenderanno in campo con la testa già alla partita di mercoledì con il Parma che per loro equivale a uno scontro salvezza, allora dico: peggio ancora. Giocheranno con la mente libera e quindi saranno ancora più pericolosi. Hanno perso le ultime partite ma non hanno mai subito il gioco degli avversari».
Comunque si annuncia un Messina copertissimo, difesa a cinque e centrocampo folto, manca anche il bomber Riganò, come se la caverà l’Inter? «Dimenticandosi del margine di vantaggio sulle altre e non pensando al record di vittorie consecutive in campionato - risponde Mancini -. Non mancano tre giornate alla fine e i record se poi non vinci, contano zero. Tutti questi elogi, a me e alla squadra, sono quasi dovuti, siamo in testa, cosa volete che ci dicano? Ma si può sempre migliorare. Una squadra diventa perfetta solo dopo aver raggiunto il massimo obiettivo».
La squadra: Mancini ha detto che non intende praticare turn-over. Materazzi, Stankovic e Ibrahimovic stanchi? Il Mancio chiederà loro di stringere i denti: «Anche chi non è al meglio della condizione deve sapersi sacrificare. Fra poco arriva la sosta, ci sarà tempo per riposarsi, non è questo il momento per gestire niente».
Adriano e Recoba, per sua stessa ammissione, non sono nella miglior condizione, su Figo invece ha detto: «Ha risolto i suoi problemi al ginocchio, se dovesse essere in campo fin dal primo minuto non credo avrebbe dei problemi».
Ultimo chiarimento sulla frase di Moratti relativa al suo rinnovo di contratto: «Sono d’accordo con il presidente, ci sono ancora troppe partite per trovare tempo per parlare del mio contratto. Ha detto giusto lui, dobbiamo trovare solo il tempo».