Calo degli investimenti e crisi occupazionale Meglio le ristrutturazioni

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Si trova a dover mettere in pratica questo detto, con il richiamo di tutte le sue forze ma anche il coinvolgimento delle istituzioni, la filiera italiana dell'edilizia. Che dall'inizio della crisi, approssimativamente dal 2008 a oggi, ha conosciuto una crisi economica e occupazionale come non vi vedeva da diversi decenni. La quale è andata a sommarsi a questioni quali l'instabilità politica e la tradizionale lentezza burocratica.
E così, in attesa del varo di politiche economiche e settoriali incisive, come quelle che si sono viste, per esempio, in Germania e in Francia, in un quinquennio il settore dell'edilizia ha perso 550mila addetti indotto compreso (dati Ance). Gli investimenti in costruzioni sono diminuiti del 30%, fino a toccare i 130,7 milioni di euro.
A soffrire è stato soprattutto il settore della produzione di nuove abitazioni, con un calo degli investimenti del 47,3%, seguito dalla realizzazione di opere pubbliche (-38,9%) e dall'edilizia non residenziale privata (-28,6%). A tenere è stato il comparto della riqualificazione del patrimonio esistente, cresciuto dal 2008 al 2012 del 9,3% grazie alle opere di manutenzione straordinaria. Questo capitolo dovrebbe registrare un nuovo balzo del 3% nel corso del 2013. Una piccola consolazione, se si considera che nel 2013 tutte le altre voci citate sarebbero destinate - lo diconole stime Ance - a proseguire nei loro trend negativi. Sempre secondo un'elaborazione dell'associazione dei costruttori, alla fine del 2013, per l'intero periodo 2008-2013 gli investimenti nella costruzione di nuove abitazioni residenziali dovrebbero avere toccato un calo del 54,2%, quelli nella realizzazione di edifici non residenziali privati del 31,6% e quelli della produzione di nuove opere pubbliche un crollo del 42,9%.
Le speranze del mondo dell'edilizia italiana sono in buona parte puntate sugli effetti degli incentivi appena varati, che agendo da volano soprattutto sui business delle ristrutturazioni edilizie, della riqualificazione energetica e della messa in sicurezza antisismica degli edifici, dovrebbero portare ossigeno al settore e all'intera economia nazionale, considerato il valore strategico della filiera delle costruzioni. Con un progressivo rilancio anche del mercato immobiliare - che nel 2012 ha registrato un calo del 7,6%, in peggioramento rispetto a -5,3% dell'anno precedente (dati Ance) - e dell'ammodernamento infrastrutturale pubblico.