«Il calo delle bollette si sentirà di più a Roma e nel Lazio»

Senatore Cesare Cursi, recentemente la Commissione Industria di Palazzo Madama, che lei presiede, si è occupata del fabbisogno energetico del Paese. Ci sa dire se il Lazio e Roma in particolare, sono in linea con i livelli di consumo nazionali?
«Il consumo energetico del Lazio (+2,2%) e del Comune di Roma (+2,8%) registrano aumenti in linea con quello nazionale che si attesta nel 2008 a +2,5% rispetto al 2007. Nel settore gas, invece, l’aumento registrato a livello comunale (+6%) risulta in controtendenza rispetto al decremento rilevato nella regione (-7%) e rispetto al dato nazionale (- 2,1%). C’è da notare che i consumi elettrici di Roma sono per il 90% circa imputabili ai settori domestico e terziario, a fronte del 49,1% della media nazionale. Il maggior peso delle piccole utenze sul totale dei consumi si riscontra, seppur in maniera minore, anche per il gas».
Questo vuol dire che il fattore bolletta energetica a Roma e Lazio incide più direttamente nelle tasche dei cittadini rispetto alle altre regioni?
«Rispecchia il modello produttivo della nostra regione. Un forte sviluppo del terziario che assorbe energia per circa il 58,5% contro una media nazionale del 27,8% e una scarsa diffusione dei siti industriali che nel Lazio assorbono consumi per circa il 5,9% del totale contro una media nazionale pari al 49,2%. Insomma una microeconomia formata per circa il 98% da imprese a carattere familiare o con meno di 9 dipendenti».
Il calo delle tariffe energetiche come conseguenza della riduzione del prezzo del petrolio può ridare impulso al potere di acquisto dei cittadini?
«Certo che sì. La bolletta energetica costa in media circa 1.600 euro a famiglia, riferita alle spese per luce, gas e riscaldamento. Come è noto, il fabbisogno energetico del nostro Paese dipende in larga parte da idrocarburi combustibili - petrolio e gas - e quindi è facile notare come una riduzione del prezzo del brent comporti nel medio periodo anche la riduzione dei prezzi delle bollette energetiche. Questo avviene in percentuale maggiore a Roma e nel Lazio dove, come abbiamo già chiarito, i consumi sono maggiormente imputabili al consumo domestico e quindi più direttamente a carico delle famiglie. Ecco perché l’Autorità garante per l’energia elettrica e il gas ha disposto una riduzione del 5,1% delle tariffe per il mercato energetico proprio a partire dal 1° gennaio scorso. Il che garantirà risparmio e risorse disponibili per le famiglie con riflessi assolutamente positivi sui consumi».
Perché, nonostante il prezzo del petrolio sia sceso sotto i 50 dollari al barile, non c’è stata una uguale riduzione dei prezzi alla pompa?
«La riduzione c'è stata, ma forse meno decisa di quanto previsto. Per questo la Commissione Industria del Senato, ha in corso una indagine conoscitiva proprio sull’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi che arriverà a breve a conclusione. Si è riscontrato che tra il 2002 e il primo mese del 2008, l’aumento medio annuo del prezzo della benzina è stato del 4,5% ovvero meno dello 0,4% al mese. Tra gennaio e giugno 2008, i prezzi della benzina hanno presentato incrementi medi cinque volte più alti che nella media dei sei anni precedenti, mentre l’accisa non ha subito alcuna variazione compensativa dei maggiori costi. Lo stesso dicasi per il gasolio auto, ove nei primi sei mesi del 2008, l’aumento medio mensile è stato del 3%, cui si aggiunge un costante e ingiustificato aumento medio nei sei anni precedenti del 6,9% all’anno. A questo si aggiunga che il margine lordo unitario sulla vendita al litro è di circa 14 cents al litro contro circa la metà di Germania e Francia».
C’è pericolo di un “cartello dei prezzi” operato da pochi a danno di tanti?
«È possibile. Le nostre proiezioni ci danno valori alla pompa diversi da quelli praticati nelle stazioni di rifornimento. Il nostro unico obiettivo è difendere le famiglie e il loro potere di acquisto. Ci stiamo impegnando per ottenere risultati concreti».