«Il calvario per restituire la morfina di mia mamma»

Leggendo l'articolo di Monica Bottino su Il Giornale mi sono ricordata delle difficoltà incontrate due anni fa nel tentativo di collocare/smaltire delle specialità prescritte alla mia mamma sottoposta alla terapia del dolore con farmaci oppiacei. Alla sua morte mi sono ritrovata con una certa quantità di questi prodotti, assolutamente integri e in periodo di va- lidità. Non immaginavo che fosse così difficile «riciclarli» (sono farmaci costosi che a mio parere potevano essere molto utili a queste strutture) e ancor di più liberarsene. All'ospedale non li hanno accettati, ho chiesto suggerimenti e mi hanno consigliato di rivolgermi alla farmacia dove erano stati acquistati, che ovviamente non li ha accettati, ma non è stato nemmeno possibile utilizzare gli appositi raccoglitori per la raccolta farmaci. Non sapevo cosa fare - non ero nella città dove abito - quindi mi sono vista costretta a camuffarli in mezzo a dei giornali e li ho buttati nel cassonetto in strada. Correndo forse un rischio e col rammarico di veder gettati farmaci importanti e di grande utilità, oltre allo spreco di denaro pubblico e dei malati.Adriana Dominici