Calzature, export in ripresa: Assocalzaturifici a Mosca con 150 aziende italiane

Collezioni made in Italy a Obuv’ Mir Koži, la più importante manifestazione dedicata alle scarpe di fascia media e medio-alta per Russia e Paesi Csi. Nei primi 10 mesi del 2017 esportate nell’intera area 7,4 milioni di paia con un incremento in valore del 17%

Il made in Italy calzaturiero presenta le nuove collezioni autunno e inverno a Mosca, in occasione di Obuv’ Mir Koži, la mostra internazionale della calzatura e degli articoli di pelletteria, in programma dal 20 al 23 marzo all’Expocentre di Mosca. Prima tappa delle attività internazionali di Assocalzaturifici nei Paesi dell’area Csi: 150 le aziende italiane (in aumento del 15% rispetto alla precedente edizione) su una superficie espositiva di oltre 3mila metri quadrati. La manifestazione è la più importante rassegna dedicata alla calzatura di fascia media e medio-alta nella Csi e, dopo Micam Milano, è particolarmente importante perché cade verso la fine della stagione di vendita.

“Nell’area Csi continuiamo a registrare una ripresa incoraggiante degli ordinativi - spiega dichiara Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici -. “Il recupero dei livelli di export del 2013 è ancora lontano, ma nei primi 10 mesi del 2017 abbiamo esportato nell’intera area 7,4 milioni di paia di calzature con un incremento in valore del 17% (a 431 milioni di euro). Nella singola Russia, invece, sono state esportate oltre 5,7milioni di paia di calzature italiane, per un valore complessivo di oltre336milioni di euro (+20% rispetto ai 10 mesi del 2016). Nonostante lo scenario sia ancora caratterizzato da criticità su più fronti e da un generalizzato atteggiamento di prudenza, si respira un certo ottimismo che permette di guardare con più fiducia al futuro all’insegna di una maggiore stabilità sul mercato”.

Prudenza detta dal fatto che la strada per tornare ai livelli pre-crisi è ancora lunga perché rispetto ai primi 10 mesi del 2013, le vendite attuali nell’intera area restano inferiori del 42,5% in valore e del 24% in volume. Tensioni geopolitiche, crisi economica dagli effetti devastanti e crollo della valuta che hanno infatti inciso pesantemente sul potere d’acquisto dei buyer dell’intera area, penalizzando l’export italiano di calzature.

“Assocalzaturifici, grazie alla collaborazione con Ice Agenzia, mette a disposizione delle aziende italiane strumenti di analisi per conoscere in maniera più approfondita il bacino potenziale di clienti della distribuzione - aggiunge Arturo Venanzi, consigliere e coordinatore del Laboratorio Russia e Paesi Csi di Assocalzaturifici -. Mettiamo in campo azioni mirate per affinare le strategie di internazionalizzazione, stringere nuovi contatti e ricreare le condizioni per beneficiare al massimo dei trend positivi di crescita rilevati. La mappatura retail del comparto sarà presentata agli operatori in fiera il 22 marzo ed è l’inizio di un processo su cui la nostra associazione ha deciso di investire per gli anni a venire”.

“La Russia ha importato nel 2017 calzature italiane per un valore di oltre un milione di euro al giorno in media, segnale che con la ripresa dei consumi la scelta degli acquirenti russi è decisamente a favore del prodotto italiano, che li conquista per gusto, manifattura e qualità - sottolinea Pier Paolo Celeste, direttore Ice Agenzia di Mosca che oltre alla mappatura, ha invitato 26 buyer da 16 città russe.

Per favorire anche il mercato interno, sono previste azioni verso alcune importanti aziende di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia: operazioni – quest’ultime – che fanno parte del Piano Export Sud II, il programma di promozione e di formazione elaborato dal Mise e Ice Agenzia destinato alle realtà produttive e imprenditoriali delle regioni del Mezzogiorno.

Commenti
Ritratto di I1-SWL527

I1-SWL527

Mer, 21/03/2018 - 09:55

ma non avevate punito la Russia?