Cambia l’antipatia in famiglia: cognati più odiati delle suocere

Sondaggio del mensile «Per Me» tra 500 donne: «Le sorelle e i fratelli dei nostri partner sono invadenti, ipercritici e mettono zizzania»

Nino Materi

Quando a rompere non è «lei» ma «loro». Dove «lei» sta per la suocera e «loro» stanno per i cognati (fratelli o sorelle del proprio partner). Una gara a chi è più antipatico in cui il ruolo di arbitro (anch’esso non particolarmente simpatico) è ricoperto dal mensile di psicologia femminile Per Me.
Cosa ha scoperto Per Me? Che nella nuova classifica dell’antipatia familiare il primo posto non è più occupato dalla suocera, bensì dai cognati (con una particolare avversione per quelli di sesso maschile).
I maligni potrebbero pensare che da un giornale specializzato in «psicologia femminile» non ci si poteva aspettare altro. Ma dal giornale rimandano al mittente il sospetto: «Il sondaggio è stato effettuato con criteri di assoluta scientificità». Senza però dimenticare l’antico detto popolare secondo cui «gli amici si scelgono, ma i parenti no»; questi ultimi, infatti, toccano in eredità o in sorte. In «malasorte» nei casi più sfortunati.
Fatto sta che i sondaggisti di Per Me hanno dato la parola solo a «donne sposate o conviventi» con l’obiettivo di «capire qual è il familiare che crea più problemi». Insomma, quello più rompiscatole e impiccione: un abito tradizionalmente cucito su misura sulle forme sempre un po’ troppe invasive della suocera.
Questo fino a ieri. Ma a smentire vecchi pregiudizi (?) ha provveduto il campione interpellato dall’agenzia Swg: 500 donne tra i 20 e 64 anni secondo le quali a detenere il primato di «indesiderato» per eccellenza non è più la «cara mammina di mio marito», ma il «suo fratellino» o la «sua sorellina». Così la suocera - sul podio viperesco del parentado - cede il primo posto agli odiati cognati: un cambio al vertice sul quale sono d’accordo il 53% degli intervistati.
I motivi di questa rivoluzione al sapore di fiele? Tre vizietti dinanzi ai quali può andare in crisi anche il rapporto di coppia più collaudato: «l'invadenza» (28%), «la fastidiosa propensione a mettere zizzania tra i coniugi» (20%) e «l'abitudine di criticare» (10%). Né più né meno gli stessi difetti «normalmente» lamentati nelle suocere. Di fronte ai cognati scomodi, però, si tende a far finta di niente. In che modo? Cercando di «vederli il meno possibile», evitando di «prenderli di petto» e di «discuterne con il partner». Anche perché - secondo il campione in rosa - solo il 20% dei mariti, nelle discussioni provocate dai cognati, dà ragione alle mogli, mentre il 25% dà ragione ai cognati e il 50% non prende posizione.
Ma i vecchi miti sono comunque duri a morire. Infatti, nonostante la suocera perda il primato di parente più odiato, per il 19% delle intervistate resta pur sempre «quella che scatena più polemiche all'interno della coppia». Anche perché l'ostilità verso di lei si confessa al marito o al fidanzato con meno imbarazzo rispetto all'antipatia nei riguardi dei cognati.
La famiglia è poi il luogo degli affetti da condividere soprattutto nei momenti di festa (29%) e nelle difficoltà (28%), ma anche un groviglio di invidie, gelosie, conflitti (5%) dal quale difendersi dosando gli incontri. Non a caso il 57% delle donne interpellate da Per Me ritiene che i parenti stretti debbano vedersi una volta alla settimana, il 21% qualche volta e il 10% il meno possibile.
In quelle poche occasioni, consigliamo di vedere assieme un bel film: «Parenti serpenti».