«Cambiate le regole». Ed è bagarre in aula

La maggioranza cambia le regole, mentre il gioco è in corso. E in aula Giulio Cesare si scatena un putiferio. Ieri in consiglio era in calendario la votazione della delibera 54, che prevede un aumento della tariffa dei rifiuti per cittadini ed esercizi commerciali. Ma prima che si arrivasse alla votazione dei singoli emendamenti in aula, la maggioranza ha chiesto di modificare il «come» votare. Il regolamento, infatti, prevede che siano messi in votazione prima gli emendamenti soppressivi, modificativi e per ultimi quelli aggiuntivi. La richiesta del centrosinistra è stata quella di votare, come accade per prassi, i documenti in base all’ordine cronologico con cui sono stati presentati, a prescindere dal tipo. Contraria l’opposizione, che, invece, si è espressa a favore dell’applicazione del regolamento, così com’è. Ma il centrosinistra, forte dei numeri, ha approvato la modifica del regolamento.
Immediata la reazione del centrodestra. Alcuni consiglieri si imbavagliano, mentre dal pubblico vengono esposti cartelli con la scritta «Basta tasse», «con Veltroni la monnezza cara ce costa». Parte anche un coro: «buffoni», rivolto al centrosinistra. Si scatena così l’ira di Roberto Giulioli, consigliere Ds, che scende dal suo scranno e arriva quasi alle mani con il consigliere di An del I municipio, Federico Mollicone, fra il pubblico. Intervengono le forze dell’ordine. A quel punto è il caos. I colleghi di partito di Giulioli cercano di trattenerlo, mentre consiglieri del centrodestra buttano in aria fogli di carta in segno di disapprovazione. Il consiglio è sospeso per circa un’ora. A caldo, Mollicone definisce «gravissimo» il comportamento di Giulioli e dice che «si riserva la possibilità di querelarlo». Anche Gianni Alemanno, il presidente della Federazione romana, minaccia querela nei confronti di Giulioli, il quale risponde: «Se questa è un’aggressione siamo messi male». Intanto, arriva in aula anche il vicecapo di Gabinetto, Luca Odevaine, che dà ordine ai poliziotti posizionati all’entrata del Campidoglio di schedare i presenti intervenuti dal pubblico e poi invitati ad uscire. Quando il consiglio riprende, Mirko Coratti, presidente dell’aula, comunica le decisioni prese dall’Ufficio di presidenza: aula sgomberata e si procede a porte chiuse. Giulioli viene allontanato dall’aula. Richiami formali per Luca Gramazio (An) e Michele Baldi (Fi), mentre l’Ufficio di presidenza, domani, si riserverà di prendere provvedimenti. Gli assessori all’Ambiente e al Bilancio, Dario Esposito e Marco Causi danno la colpa di quanto successo al «comportamento irresponsabile dell’opposizione». Davide Bordoni (Fi) non ci sta e replica che «sono i colleghi di maggioranza quelli che hanno creato tensioni gravi».
La seduta riprende, ma passa solo qualche istante prima che la bagarre riprenda. Baldi viene allontanato dall’aula. L’opposizione decide: ritenendo «illegittima» la delibera in discussione, contro la quale, in caso di approvazione, minaccia ricorso al Tar, resta in aula solo con tre consiglieri. La seduta prosegue fino a tarda serata fino al voto, previsto per la notte inoltrata.