Come cambieranno le Ferrovie in Italia

Dopo l’attivazione dell’alta velocità Roma-Napoli e Torino-Novara sarà presto il turno della Milano-Firenze

Enrico Boschivi

Le Ferrovie dello Stato registrano oggi una quota di mercato che per i passeggeri è intorno all’11% e per le merci circa l’8% di tutto il trasporto nazionale. Una posizione ancora troppo bassa, segno evidente di una politica nazionale che, in passato, troppo a lungo ha privilegiato la strada e il trasporto su gomma. Tradotto in termini di costi ambientali, energetici e sociali ne consegue uno scenario allarmante per il futuro del Paese che deve essere ribaltato potenziando la rete esistente e dotando l’Italia di nuove infrastrutture ferroviarie.
Si tratta di un gap grave, la cui azione di recupero richiede tempi tecnici ragionevoli: quelli della costruzione e dell’ammodernamento di nuove linee, della consegna di nuovi treni. Quelli di una grande e complessa realtà industriale che ogni giorno si misura con il cambiamento, preparandosi al grande salto per diventare impresa, mettendo al centro il cliente e guardando al servizio come all’obiettivo principale. In realtà il piano di recupero, senza grandi clamori, è stato già avviato da tempo dal management del gruppo. Si tratta di uno sforzo straordinario di investimenti, 35 miliardi di euro nei prossimi anni, per dotare il Paese di quella rete di trasporto senza la quale non si può pensare di tenere il passo con l’Europa.
Intanto sono state appena attivate le nuove linee ad alta velocità Roma-Napoli e Torino-Novara. Presto sarà la volta della Milano-Firenze. Entro il 2015 l’Italia avrà colmato un dislivello infrastrutturale di decenni rispetto a Francia, Germania e Spagna.
Anche per quanto riguarda la qualità del servizio arrivano i primi risultati. La puntualità dei treni regionali, per esempio, dopo un fine 2005 molto critico, è migliorata. Nel mese di aprile ha raggiunto il 92%. Si tratta di un risultato importante, il picco massimo degli ultimi tre anni. Sempre per migliorare il servizio offerto, le Fs stanno poi intervenendo sul versante del materiale rotabile, per il cui potenziamento investiranno, fino al 2008, 7,5 miliardi di euro.
Un miliardo e mezzo, sempre fino al 2008, sarà invece investito in tecnologie per la sicurezza: sui 4.500 locomotori della flotta sarà installato il sofisticato apparato Scmt per il controllo della marcia del treno. Le Fs consolideranno così il primato detenuto in Europa di ferrovie più sicure. Per quanto riguarda il trasporto pendolare è previsto l’acquisto di 200 nuovi treni Minuetto, 300 carrozze Vivalto e 113 locomotive E464 in aggiunta alle 275 già operative.
Per la media e lunga percorrenza la flotta sarà invece rinforzata con 60 nuovi locomotori Etr500. dei quali 37 già consegnati e 23 in consegna entro l’anno; saranno inoltre ristrutturate 1.200 carrozze Intercity e 13 letto. Sul versante pulizia, un’altra criticità su cui tutto il gruppo è fortemente impegnato per un recupero di efficienza, è stata condotta per la prima volta una gara europea ed è stato aumentato in modo massiccio il numero degli addetti al controllo delle operazioni di pulitura dei treni e delle stazioni. E proprio queste ultime saranno al centro di un importante intervento di ristrutturazione che riguarderà i 13 più grandi scali del Paese e 103 stazioni medie con un investimento complessivo oltre 800 milioni di euro.
Non va dimenticato, infine, l’impegno delle Fs sul fronte della logistica, un settore fondamentale per lo sviluppo, in cui il nostro Paese deve scontare una grande carenza di operatori e un’arretratezza valutabile nell’ordine di 40-50 miliardi di euro all’anno, ossia il 4-5% del Pil.