«Cambio Benitez anche se vince? Non scherziamo»

Unico obiettivo il mondiale per club. Se Benitez lo centra ha centrato il cento per cento degli obiettivi. Sarà anche una banalità ma le cose stanno proprio così: «Abbiamo fatto tanta strada per arrivare fin qui e stiamo pensando a questo appuntamento dalla finale di Champions league», ha detto Samuel Eto’o. Carte scoperte, dal presidente all’ultimo inserviente. I campioni d’Italia e d’Europa hanno stipato nel retrobottega qualsiasi altro traguardo possibile della stagione, dopo scudetti, coppe e supercoppe nazionali ogni sforzo è andato in direzione Abu Dhabi, un imbuto in cui sono state convogliate tutte le energie, anche un azzardo perché quando si punta tutto su una mano il rischio è altissimo. L’evento sta eccitando il preside oltre ogni previsione, la sua Inter da dieci è quella che scenderà dalla scaletta di Malpensa con la coppa del mondiale per club, intanto ritira riconoscimenti a raffica. Ieri al Principe di Savoia per la festa della Lega, il presidente Beretta gli ha consegnato un piatto d’argento per il quinto campionato consecutivo, la Tim cup e la Supercoppa italiana. Ed è stato ancora Beretta a consegnarli tutti i trofei, prima che la federazione lo onorasse anche dell’annuale premio Dall’Ara. Moratti carico di medaglie e riconoscimenti sorrideva e stringeva le mani, oggi vola a Dubai, si sta trasformando nel padre che portò per primo questa coppa in Italia, ci crede da paura: «Sto pensando solo a questo. Ho sentito Benitez, vado laggiù, c’è un buon clima, lui adesso ha a disposizione tutti i giocatori, anche Julio Cesar. Mi hanno riferito che c’è grinta e voglia di fare e se le cose stanno così si può ripetere quanto fatto la scorsa stagione. Però questi coreani fanno paura, corrono, corrono, corrono molto».
Sembrava ripensasse alla sua Inter che ha smesso di correre da un pezzo, per stanchezza mentale e fisica, apatia, noia, accidia. Magari anche per altro ma Moratti adesso non ne vuole sentire parlare e scarta tutto: «Ancora Benitez? Ma perché dovrei esonerarlo se mi vince il mondiale? Dai non scherziamo! Lui rischia...? Ma per favore...». Questo è Moratti oggi, domani cambia, è il suo bello, e tiene tutti lì, provate a immaginare chi avrà il coraggio di presentarsi per un ritocchino se non ci sarà la nuova coppa in bacheca. Altrimenti ci sarà la processione sotto casa, e lui sposterà il tiro: «Perché è normale che se noi non ci siamo in campionato, gli altri vanno avanti con i punti». Sono i primi segnali che Moratti rivuole tutto: «Ma in questo momento sto pensando solo al mondiale per club». Oggi è lì, una scossa in più per tutto il gruppo, qui nessuno l’ha mai vinta, dal preside all’ultimo inserviente.

Oggi l’altra semifinale: Mazembe-Internacional Porto Alegre (ore 17, Mediaset Premium Calcio)