Cambio al vertice della Tata, la più grande holding indiana

Il successore di Ratan Tata sarà Cyrus P. Mistry

É stato designato il successore di Ratan Tata al comando della più potente holding dell'India. Il più conosciuto imprenditore del Paese sarà affiancato per un anno da Cyrus P. Mistry, il 43enne tycoon dell'industria edilizia e figlio del maggiore azionista individuale di tata group dopo la famiglia. Dopo un anno di lavoro gomito a gomito, Ratan Tata, nipote del fondatore della dinastia e simbolo più prestigioso di Mumbai, lascerà dunque il timone nelle mani del giovane manager. Sotto la sua presidenza dal 1991, tata group è cresciuta a livelli inimmaginabili quando fu fondata 143 anni fa. Vanta 90 società attive in differenti settori, sia industriali che del terziario avanzato. Nonostante l'insuccesso della «Nano», la vettura più economica al mondo, tata è il più grande produttore automobilistico indiano. Detiene inoltre la supremazia indiscussa nel settore strategico dell'outsorcing dell'information technology e si è attestato nella settima posizione mondiale nella produzione di acciaio, dopo l'acquisizione nel 2006 dell'anglo-olandese Corus. La grande abilità di Ratan Tata è stata quella di mantenere salde radici indiane in un teatro globalizzato.
Campione del capitalismo nazionale, basato su forti legati dinastici, il moderno patriarca ha costruito all'estero la seconda fase del suo impero. Oggi il suo gruppo produce il 60% dei suoi ricavi da investimenti fuori dall'india. Ha acquistato marchi storici come Jaguar, un traguardo prestigioso per un cittadino dell'ex colonia britannica. Lo ha ricordato recentemente il primo ministro Cameron, quando ha svelato con apprezzamento che il gruppo tata è il più grande datore di lavoro industriale nel Regno Unito.
Il suo successore però dovrà necessariamente seguire un percorso globalizzato e probabilmente indebolire le sue radici indiane. I suoi studi in inghilterra e la sua apertura internazionale lo hanno fatto scegliere tra una selva di concorrenti, tra cui alcuni candidati stranieri e soprattutto i componenti della stessa famiglia.