Cambogia, a processo per genocidio cinque ex capi dei Khmer rossi

Dopo quasi trenta anni dalla fine del regime (1976-79) e dopo undici dalla morte dal numero uno Pol Pot, cinque ex responsabili del sanguinario regime
comunista saranno processati dal Tribunale internazionale sui crimini commessi dai khmer rossi<br />

Phnom Penh - Dopo quasi trenta anni dalla fine del regime dei Khmer rossi (1976-79) e dopo undici dalla morte dal numero uno Pol Pot, cinque ex responsabili del sanguinario regime comunista saranno processati dal Tribunale internazionale sui crimini commessi dai khmer rossi patrocinato dall’Onu.
Il primo processo, quello dell’ex presunto torturatore «Douch», è stato fissato per il 17 febbraio. Dopo circa otto anni di trattative tra il governo cambogiano e le Nazioni unite, il tribunale è stato istituito nel 2006 dopo aver trovato un accordo in merito alle regole procedurali sugli standard giudiziari minimi da imporre durante le udienze. È composto da 17 giudici cambogiani e 13 stranieri.
Ecco gli ex leader alla sbarra.
KAING GUEK EAV, alias «DOUCH», 66 anni. Incarcerato nel 1999, è stato trasferito il 31 luglio 2007 nel centro detentivo del tribunale dell’Onu. È accusato di «crimini contro l’umanità», di «crimini di guerra» e di «violazioni el codice penale (cambogiano) del 1956». Ex professore di matematica, «Douch» ha diretto il centro di Tuol Sleng (S-21) a Phnom Penh dove più di 12.380 uomini, donne e bambini furono torturati prima di essere giustiziati. «Douch» sarà difeso dall’avvocato francese Francois Roux.
KHIEU SAMPHAN, 77 anni, ex capo della «Kampuchea democratica» - nome della Cambogia sotto il regime di Pol Pot - e uno dei rari ex dirigenti dei Khmer rossi ad aver avuto dei contatti con l’estero. Prima del suo arresto nel novembre 2007, viveva liberamente nella regione di Pailin (nord ovest della Cambogia) dopo aver defezionato e concluso un accordo con Phnom Penh nel 1998. «L’intellettuale» dei Khmer rossi sarà difeso dal noto avvocato francese Jacques Verges che conobbe cinquant’anni fa durante i suoi studi a Parigi.
NUON CHEA, 82 anni, ex «fratello numero due» del regime di Pol Pot (deceduto nell’aprile 1998). Arrestato il 19 settembre 2007 nella regione di Pailin, è accusato di «crimini di guerra» e «crimini contro l’umanità». Considerato l’ideologo e la personalità più misteriosa della gerarchia dei Khmer rossi, sarebbe responsabile della maggio numero di purghe.
IENG SARY, 83 anni, ex «fratello numero tre» e ministro degli Esteri dei Khmer rossi. Arrestato il 12 novembre 2007 insieme alla moglie, ex ministro, nella sua lussuosa villa di Phnom Penh, è stato messo sotto inchiesta per «crimini di guerra» e «crimini contro l’umanità». Ieng Sary era stato condannato a morte in contumacia per genocidio nel 1979 a seguito dell’invasione vietnamita della Cambogia ma era stato graziato nel 1996 dal re dopo aver abbandonato i Khmer rossi.
IENG THIRITH, 76 anni, moglie di Ieng Sary ed ex ministro degli Affari sociali sotto i Khmer rossi. Arrestata il 12 novembre 2007 insieme al marito, è accusata di «crimini contro l’umanità». Poche donne sono arrivate così in alto nella gerarchia della «Kampuchea democratica» di Ieng Thirith.