La Camera di commercio: in cinque anni aziende salite a 650. Milano prima in Italia nell’industria dell’anticrimine. Sempre di più le guardie del corpo in gonnella Sicurezza, boom per le imprese milanesi Nel 2004 investiti 366 milioni: vanno forte impi

Andrea Fontana

Ai milanesi piace vivere sicuri. Forse non sarà la provincia più tranquilla d’Italia, ma di certo Milano è quella dove si investe maggiormente nella sicurezza. I 366 milioni di euro spesi nel 2004, fatturato di un settore che vanta quasi 650 aziende, consegnano alla capitale lombarda la palma dell’industria anticrimine più sviluppata della penisola, con Roma e Torino che occupano i gradini bassi del podio.
Impianti d’allarme, porte blindate e bodyguard, videosorveglianza e investigazione: le specializzazioni del settore sicurezza sono numerose e tutte in espansione, se si eccettuano le aziende di casseforti e infissi blindati che sono leggermente calate negli ultimi cinque anni. Dal 2000, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio, l’industria della sicurezza è quasi raddoppiata nel milanese: +86,9% nel numero di imprese, con un vero e proprio boom delle attività di installazione di allarmi passate da 191 a 401, che nel 2004 hanno realizzato ricavi per 143 milioni. Segno evidente che le famiglie vogliono star tranquille quando sono al lavoro o vanno in vacanza e, per questo sono disposte a spendere quasi cinque milioni delle vecchie lire. Un impianto antifurto per un trilocale di dimensioni medie costa infatti tra le 2.000 e le 2.500 euro. Cifra che sale di circa il 20% se si usa un sistema radio per evitare di forare muri e di rovinare l’intonaco.
Non è da meno il settore di vigilanza e di investigazioni, che tuttavia dall’area sicurezza sconfina spesso in quello delle contraffazioni di marchi industriali e, soprattutto, nei pedinamenti legati ad infedeltà coniugali e cause di divorzio. I milanesi vi hanno speso circa 208 milioni di euro nel 2004 e le aziende sono praticamente raddoppiate in cinque anni, passando da 104 a 195 nella provincia di Milano. «La maggior parte dei casi ci viene assegnato dagli avvocati per cause di separazione, ma non è raro che venga da noi un privato che si è deciso ad incastrare la moglie infedele» spiega Ivana Fois, da 20 anni titolare di una ditta di investigazione. Una donna che lavora nell’industria della sicurezza non è cosa rara: le Sherlock Holmes coi tacchi a spillo sono titolari del 14% dei servizi privati di vigilanza e dei detective.
E qualche donna inizia a vedersi anche tra i bodyguard veri e propri. I «gorilla» in abito scuro che proteggono autorità e personaggi dello spettacolo, ma che spesso sono chiamati in causa anche per assicurare serate senza guai nei locali più frequentati dai milanesi. Hanno tra i 30 e i 45 anni, viaggiano in squadre da 5 o 10 persone e chiedono un compenso di 50-80 euro a serata. Prezzo, che il gestore, in nome della sicurezza è pronto a sborsare.