Camera di commercio, Mondello lascia Dopo quindici anni è la fine di un’epoca

EREDI Tra i possibili successori il delfino Tagliavanti o Pambianchi della Confcommercio

Lo fa davvero. Stanco dei conflitti interni e convinto che in un momento difficile bisognerebbe piuttosto lavorare tutti insieme, Andrea Mondello lascia la presidenza della Camera di Commercio. Nel corso della giunta di ieri pomeriggio Mondello, 59 anni, ha annunciato la convocazione del consiglio generale della Camera di Commercio al quale presenterà le proprie dimissioni. Il consiglio nel corso del quale si procederà all’elezione del nuovo presidente si dovrebbe tenere entro Natale. Mondello presiedeva l’ente camerale da quindici anni. Si tratta quindi non di un semplice passaggio di consegne ma della vera e propria fine di un’era. Un’era che si è sviluppata nel corso delle amministrazioni di centrosinistra di Rutelli e Veltroni. Così Mondello, pur non essendo un uomo di sinistra, ora che il vento è cambiato cambia anche lui. Lasciando. E non è un caso che ieri, di fronte agli accorati appelli rivolti a Mondello dal presidente della Regione Piero Marrazzo («è persona che stimo e conosco da anni, spero vivamente che possa ripensarci e rivedere questa sua decisione») e da quello della Provincia Nicola Zingaretti («spero sia possibile superare un clima di eccessiva tensione che nuoce innanzitutto alla nostra città e che possano maturare le condizioni necessarie per un ripensamento»), il rammarico del sindaco Gianni Alemanno sia sembrato di circostanza, condito com’è stato da qualche distinguo: «Mi dispiace che Andrea Mondello abbia deciso di annunciare le sue dimissioni da presidente della Camera di Commercio. Mi auguro che ci sia lo spazio per una ricomposizione unitaria e quindi per un ripensamento», ha detto il sindaco. Aggiungendo però: «In ogni caso, penso che debba essere rispettata l’autonomia della Camera di Commercio e che spetti solo ai rappresentanti delle associazioni decidere sul futuro di questa importante istituzione».
Dietro le dimissioni di Mondello, che in serata la giunta della Ccia chiedeva di non formalizzare, c’è un nemmeno troppo strisciante conflitto tra le due anime di piazza di Pietra. Quella diciamo cosi presidenziale e quella guidata da Luigi Abete, ex presidente dell’Unione industriali di Roma. Causa scatenante, la nomina di Cesare Pambianchi, il presidente di Confcommercio, alla guida di Investimenti, una delle società della Camera di Commercio. Un’elezione fortemente voluta dalla Consulta delle Imprese, accusata da più parti all’interno dell’ente camerale di muoversi con troppa indipendenza. Un caso a scoppio ritardato, complice la mancanza del numero legale alla precedente giunta. Nel frattempo, il dissidio è diventato un vero braccio di ferro. Al quale Mondello si è sottratto così. Ma lo scontro continua, anzi si acuisce. Ora il boccone prelibato è la poltrona più importante di piazza di Pietra. E i due candidati sono gli uomini forti dei due «partiti»: da un lato Lorenzo Tagliavanti, presidente della Cna; dall’altro lo stesso Pambianchi o forse addirittura Abete.
Mondello, nato nel 1949, è azionista e ad della Birra Peroni spa. Presidente dell’Unione industriali dal 1986 al 1990 e di Confindustria Lazio dal 1990 al 1993, è proprio nel gennaio del 1993 nominato alla presidenza della Camera di Commercio carica per la quale è stato rieletto altri due mandati all’unanimità. Il suo incarico sarebbe scaduto nel 2010. Sotto la guida di Mondello la Camera di Commercio ha investito più di 600 milioni di euro in interventi a sostegno delle imprese, diventando un soggetto fondamentale nelle più grandi realizzazioni e negli eventi degli ultimi anni nella Capitale.