Camera, Fini contro i pianisti: due mani, un voto

Proposta operativa del presidente di Montecitorio per mettere fine al "voto per il vicino assente". Due pulsanti da premere contemporaneamente. Ora il giudizio dei questori, in agosto i lavori, a settembre via al nuovo sistema

Roma - "Ogni due mani, un solo voto". Questa la proposta del presidente della Camera Gianfranco Fini, per risolvere il problema dei "pianisti" che si presenta a ogni legislatura. Per votare, i deputati dovranno premere contemporaneamente due pulsanti, posti "a distanza congrua" l’uno dall’altro, in modo che ogni parlamentare abbia entrambe le mani occupate e non possa votare per i colleghi. La proposta di Fini è stata approvata all’unanimità dall’ufficio di presidenza di Montecitorio e passerà ora all’esame dell’ufficio dei questori, che entro dieci giorni si dovranno pronunciare sulla soluzione tecnica più adeguata.

Entro l'autunno il via L’intenzione del presidente della Camera è di arrivare a una decisione entro l’estate, in modo che nel mese di agosto possano essere eseguiti i lavori e a settembre inaugurato il nuovo sistema di voto. Non si tratta, avrebbe detto Fini, di una risposta alle proteste sentite oggi in aula (in particolare da Antonio Di Pietro), ma di porre fine al malcostume dei pianisti, una condizione che pone a disagio la nostra istituzione.