Alla Camera Fini va in crisi ma è astinenza da nicotina

Appena insediato disse che rinunciava all’auto blu, ora Gianfranco Fini sembra seguire una linea di presidenza della Camera abbastanza low profile. Quantomeno per esigenze di «pausa sigaretta». Essendo un fumatore regolare, capita di vederlo con la sigaretta in bocca nel cortile interno di Montecitorio durante le pause della seduta, come un deputato qualsiasi, e come faceva, del resto, nella scorsa legislatura quand’era un parlamentare d’opposizione.
A differenza di precedenti presidenti della Camera che attraversavano velocissimi il Transatlantico con la scorta al seguito o circondati da colleghi di partito, Fini si concede la sua pausa fumo ormai senza destare sorprese e senza codazzi. Ieri, tra una boccata di fumo e l’altra, due chiacchiere in libertà con il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi.